{"id":6647,"date":"2020-08-29T11:16:03","date_gmt":"2020-08-29T10:16:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=6647"},"modified":"2020-08-29T11:50:43","modified_gmt":"2020-08-29T10:50:43","slug":"sciare-era-un-po-come-innamorarsi-di-giovanni-marzorati-vinikone-gio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=6647","title":{"rendered":"Sciare era un po&#8217; come innamorarsi&#8230; di Giovanni Marzorati (Vinikone Gio)"},"content":{"rendered":"<p>Sciare era un po&#8217; come innamorarsi &#8230;forse qualcosa in pi\u00f9&#8230; non si spiegherebbe il motivo, per cui bastava vedere la sera prima scendere qualche fiocco di neve &#8230;per svegliarsi alle 5 del mattino&#8230; vestirsi davanti alla stufa economica ancora tiepida&#8230; infilarsi calzettoni di lana grossa e quegli scarponcini che usavo tutti i giorni invernali perch\u00e9 c&#8217;erano solo quelli&#8230; Fare piano per evitare il rimbrotto di mia nonna Virginia che dormiva nella stessa stanza&#8230;che per\u00f2 si svegliava sempre&#8230;per dirmi : &#8221; Giuan st\u00e1 in c\u00e1 che el f\u00e0 frecc&#8230;e de nocc gh\u00e8 in gir dum\u00e0 i lader, scivet e lucc ( ladri civette e gufi ) &#8221; Ma io non la ascoltavo e scendevo per strada&#8230;in piazza a calpestare la neve fresca che la &#8221; calada&#8221; tirata dal tratur de Peder non aveva ancora tolto dall&#8217;asfalto &#8230;a volte andavo gi\u00e0 nel campetto del giardino del pap\u00e0 di Pino a un centinaio di metri di casa con un paio di cunette e un piano finale dove avevamo Imparato a fare il bloccaggio&#8230;iniziando a battere la pista a scaletta per portarmi avanti e cos\u00ec avere la pista quasi pronta per le 4 del pomeriggio quando finiva la scuola e le ore di luci non erano molte&#8230; Con la speranza alla fine della giornata, gi\u00e0 buio &#8230;che la notte gelasse per avere l&#8217;indomani una pista liscia e ghiacciata che avrebbe dato velocit\u00e0 a quelle due assicelle di legno per averne a sufficienza per girare magari a sci uniti eseguendo un bel cristiania a monte con flessione, distensione, rilascio degli spigoli e spinta dei talloni verso l&#8217;esterno come era scritto sul mio libro&#8230;SCIARE&#8230;! In caso di pioggia durante la giornata invece erano dolori, perch\u00e9 uno zoccolo di 5 cm almeno si attaccava al fondo dello sci ( non oso chiamarlo soletta perch\u00e9 di quello c&#8217;era solo una scanalatura molto approssimativa&#8230;) che neppure mezzo panetto di Toko grigia impediva che gli sci diventassero degli attrezzi di tortura&#8230;<\/p>\n<p>Ma non posso scordare la magia di quelle aurore bianche&#8230;. meravigliose farfalle di cristallo a danzare nel cono di luce ambrato di un lampione a padella .. (quelli dei piccoli paesi che i ragazzi pi\u00f9 scalmanati prendevano a sassate per spegnerli&#8230;) Era l&#8217;incanto &#8230;era poesia&#8230; Lo sci era la passione per un grande amore&#8230;la neve!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikone0_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6648\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikone0_n-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikone0_n-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikone0_n.jpg 540w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un amore per la neve&#8230;per lo sci, iniziato con la prima nevicata cui hanno fatto seguito gli sci fatti a mano da uno zio alpino dipinti di minio arancione e la punta curvata in una pentola di acqua bollente e bloccata coi morsetti&#8230; Quei due pezzi di legno creati per farmi il regalo di Natale (quando gi\u00e0 avevo scoperto da che parte i regali arrivavano e di quel regalo speciale ne avevo seguito anche la costruzione&#8230;.per quello che mi ricordo i dettagli&#8230;( penso che avr\u00f2 avuto 7\/8 anni, perci\u00f2 correva l&#8217;anno 1963 o 64&#8230;) di quei due pezzi di legno che assomigliavano vagamente ad un paio di sci giusto per la punta leggermente ricurva&#8230;dritti come un fuso&#8230; E con due pezzi di una vecchia cintura di cuoio inchiodata sui fianchi come attacchi&#8230;quasi pattini a rotelle allungati che scivolavano sulla neve &#8230;ma solo sul ripido e senza fare curva&#8230; Il gioco e la sfida con gli amici coetanei e paesani, era cercare di arrivare il pi\u00f9 lontano possibile senza cadere&#8230;<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec, con questi sci corti (mio zio gi\u00e0 era avanti nei tempi in termini di lunghezza o forse tagliandoli a quella misura&#8230;ha solo pensato alle nostre gambe&#8230;che con degli sci corti &#8230;con quelle due assicelle di legno dipinte con &#8220;minio&#8221;( una vernice antiruggine&#8230;kkkk ) arancione non avremmo potuto farci troppo male &#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caspoggio mon Amour&#8230;una delle prime, se non la prima stazione invernale di quei tempi, dove passarci qualche giorno delle vacanze natalizie&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/caspoggio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6651\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/caspoggio-300x117.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/caspoggio-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/caspoggio-768x300.jpg 768w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/caspoggio.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mi ricordo che il nostro campo base era la vecchia casa della zia di Marcello e Alba Negrini&#8230; che si erano trasferiti da anni a Figino con la famiglia&#8230;eravamo un gruppo di sciatori delle colline nel senso che abbiamo imparato a sciare da soli&#8230;con sci recuperati dai figli della nostra prof di matematica&#8230;ma a Caspoggio, per prima volta a 13\/14 anni, avrei usato sci in metallo MASCHERONI SPORT ( DI GIUSSANO) CON ATTACCHI DI SICUREZZA E SKI STOPPER TYROLIA &#8230;E SCARPONI IN CUOIO CON 5 GANCI della DOLOMITE&#8230;<\/p>\n<p>Questi nuovi sci per me magici&#8230; per cui avevo lavorato un&#8217;estate intera a dare l&#8217;olio ai telai della tessitura Orsenigo&#8230;per guadagnare poche centinaia di lire&#8230; per gli sci e per le gite col CAI quindicinali da gennaio fino in primavera, chiudendo la stagione con la traversata del Bianco&#8230;( Qualcuno la fa ancora? Stupenda fino alla seraccata&#8230;e poi legati e lasciarli andare sul piano che porta verso Chamonix&#8230;dove quasi sempre ci si arrivava a piedi con sci in spalla e fiacche enormi alla fine della scarpinata (solo in seguito ci saremmo fatti furbi portandoci le scarpe di tennis Superga o quello che avevamo&#8230;)<\/p>\n<p>Prima degli sci di metallo e dopo gli sci ( i primi modelli con lamine e attacchi con cavetto, rossi con in frassino o hickory con scanalatura nella soletta e e punta rinforzata con metallo&#8230; per i figli di pap\u00e0 dirigente d&#8217;azienda che gi\u00e0 allora si facevano coi genitori la settimana bianca a Livigno) del figlio della prof di matematica, con lamine a segmenti avvitate e obbligo di sciolina &#8230;e attacco kandhar fisso con leve e cavetti che passavano nei tagli obliqui sul laterale della Vibram degli scarponi con le stringhe&#8230; mi erano arrivati a Natale, portati da Ges\u00f9 Bambino (ero in 5 elementare ), un paio di meravigliosi sci azzurri della Persenico di Chiavenna (non ancora assorbita dalla americana Spalding e attacco Cober ad apertura laterale &#8230;il mitico formaggino che almeno in fase di caduta laterale ti salvava le ossa della tibia &#8230;solo cadendo in avanti, per un arresto improvviso in neve fresca ( incuzada!) l&#8217;unica sicurezza disponibile dell&#8217;attrezzo&#8230;era l&#8217;espulsione Total ( tipo il sedile di un caccia militare quando l&#8217;aereo sta schiantandosi al suolo &#8230;) dallo scarpone per restare alla fine solo coi calzettoni di lana rossa pesante a faccia in gi\u00f9 nella neve&#8230;<\/p>\n<p>Ma non ci si badava &#8230;si slacciavano gli scarponi rimasti incollati agli sci e si riprendeva con la discesa in linea di massima pendenza&#8230;la diagonale&#8230;lo slittamento Laterale il famoso derapage &#8230;il bloccaggio&#8230;il cristiana a monte e quello a valle con apertura a monte&#8230;mai fatto lo spazzaneve con presa degli spigoli interni che mi stava sul cazzo fin d&#8217;allora e che non ho mai insegnato ai miei figli&#8230;con loro sub\u00ecto con il peso sull&#8217;esterno&#8230; sullo sci valle &#8230; Flessione bastoncino distensione sempre lo sguardo e le spalle a valle allegerendo lo sci interno&#8230;il famoso cramponage che in realt\u00e0 \u00e8 il nome dans le francais del passo spinto che avrebbe poi perfezionato e usato per vincere molti giganti il mio mito dall&#8217;ora (la mia prima password&#8230;) Il re Gustav Th\u00f6ni&#8230;..o Thoeni se preferite chiamarlo come i giornalisti&#8230; Dal cristiana a valle a sci paralleli si finiva poi alla serpentina e allo scodinzolo e se usavi per imparare anche i testi francesi ( il mio nostro era SCIARE arrivato sempre dal bambin Ges\u00f9 coi PERSENICO BLU E UN PAIO DI RACCHETTE bastoni da neve sempre azzurro cobalto laccioli in cuoio e rotelle tipo ruota da &#8220;careten&#8221; in plastica bianca fissaate con rondelle che erano da cambiare (le rondelle ) ogni stagione se no volevi ritrovarti solo con due bastoni in mano che sprofondavano un metro nella neve e ti trascinavano in un buco&#8230;bianco&#8230;<\/p>\n<p>Ma sto sfuorviando da &#8230; Caspoggio mon Amour &#8230;<\/p>\n<p>Ci portava un genitore alla vigilia ( mio padre operaio con la sua prima auto NSU Prinz 4L )con i viveri, legna compresa, per passare una settimana in quella casa gelida e buia&#8230;<\/p>\n<p>I soldi erano sufficienti solo per un paio di giornalieri (2800 lire con sconto tessera CAI o Fisi ) e 2 pomeridiani (1800 lire ) &#8230;poi era stare in quota fare qualche punto sullo skilift del dosso Galli &#8230;salire in cima e fermarsi a met\u00e0 pista recuperando a sfroso un piattello libero in un punto in cui bastava allungarsi e prenderne uno al volo&#8230; Almeno fino quando arrivava qualche addetto e ci blindava&#8230;allora eravamo costretti dalla pista del sole e poi dalla Vanoni quasi mai battuta arrivare in paese dove avevamo battuto come soliti fare a Figino una pista di una 50 di metri dove tracciavamo, con pali alberelli del bosco, un mini percorso di slalom con 6\/ 7 porte&#8230; Prima di tornare quando gi\u00e0 era buio nella ghiacciaia&#8230; accendere la stufa economica e scaldare l&#8217;acqua per una pasta col sugo delle nostre madri amorevolmente avevano preparato con qualche torta e ciambella per non farci patire la fame ..<\/p>\n<p>Ma per sciare e fare una settimana bianca godendoci anche il parallelo di natale dei cugini ( o fratelli? ) Ilario e Germano Pegorari&#8230; eravamo disposti anche a patire la fame o mangiare pane e mortadella per una settimana&#8230; Tutto per salire con la prima seggiovia monoposto sci in mano e una coperta di lana pesante grigia e una striscia verde sulle gambe con temperature e abbigliamento che vi lascio immaginare&#8230; altro che Ellesse Silvy Tricot Colmar dei fighetti di citt\u00e0 cos\u00ec ridicoli con quei Moon Boot della tecnica o quei dopo sci pelosi dei trappers del grande Bleck Macigno\u2026<\/p>\n<p>Ma la loro attrezzatura tecnica &#8230;quella si che la invidiavamo &#8230;gli sci in fibra (qualsiasi marca poteva andar bene ) e quegli scarponi con lo scafo colorato in plastica coi primi spoiler sui Lange metti e togli&#8230;per noi era solo la sciolina da mettere al mattino in base al tipo di neve della Toko&#8230; Ma eravamo solo noi &#8230;noi che coltivavamo la malattia e la passione immensa per lo sport pi\u00f9 bello del mondo&#8230;lo SCI !<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/117977014_4571764552834498_1453503837405617603_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6649\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/117977014_4571764552834498_1453503837405617603_o-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/117977014_4571764552834498_1453503837405617603_o-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/117977014_4571764552834498_1453503837405617603_o.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8230;raccontando di Caspoggio e degli sci di metallo Mascheroni sport blu cobalto&#8230; prima degli sci del figlio della prof di matematica ( la signora Colombo purtroppo colpita da un tumore se ne \u00e8 andata senza portarci alla licenza media&#8230;) con gli attacchi kandhar &#8230; prima di quelli azzurri Persenico col formaggino&#8230; Con quelli , mi ricordo, che subito dopo Natale, con mia madre in treno e poi in corriera eravamo andati nell&#8217;appartamento di mia cugina Mariuccia&#8230; a Madonna dei Monti una frazione a monte di Sant&#8217; Antonio Valfurva&#8230; in un complesso abitativo del Don del paese &#8230; e un ragazzo grande dell&#8217;oratorio, ( che stava diventando maestro di sci )&#8230;ci dava qualche lezione nei campetti del paesino&#8230; e addirittura un giorno, con il maggiolino verde del prete, ci aveva portato a sciare sulla bimbi al sole di Bormio 2000 e un&#8217;altra volta al paradiso di Santa Caterina&#8230; riportandoci in paese scendendo lungo la strada del passo Gavia in una magnifica domenica di sole&#8230;<\/p>\n<p>Quel ragazzone &#8221; valtolino&#8221; sarebbe diventato poi veramente maestro di sci e insegnato nella scuola sci di Santa Caterina Valfurva &#8230;e qualcuno ( forse Nadino o Fulvio Martinelli dell&#8217; Olimpia hotel di Bormio e dell&#8217; Haven 3000&#8230;che conosco da pi\u00f9 di 30 anni )&#8230;mi ha detto che insegna ancora oggi ai bambini&#8230;<\/p>\n<p>Il suo nome \u00e8 TARCISIO ma non ho mai conosciuto il suo cognome&#8230;<\/p>\n<p>Per me rimane un profilo nella mia memoria&#8230;il mio primo vero maestro che eseguiva un perfetto cristiania a monte&#8230; con i scarponi coi ganci ( che io avrei avuto dopo un paio d&#8217;anni e sarei riuscito a girare a quel modo&#8230;) e sci professionali ( Fisher o Kastle ) con la talloniera con le due molle che pi\u00f9 tardi avrei scoperto che si chiamava &#8220;cum\u00e8 ul rutamat che pasava cul caret\u00e9n a ritir\u00e0 ul fer nela curt del paes du\u00e9 abitavi e du\u00e9 a quel temp d&#8217;inverno&#8230;alura s\u00e9 che el fiucava tantu&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Era la talloniera rotante, Rotamat della Marker &#8230;che \u00e8 stato, a 15 anni, il mio secondo attacco di sicurezza posteriore montato con un M 4 come puntale su un S 230 della Dynastar in fibra di vetro rossi e gialli &#8230; Con ski stopper e lamine continue&#8230;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikon_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6650\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikon_n-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikon_n-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/vinikon_n.jpg 540w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da ragazzo il mio sogno era diventare maestro di sci &#8230;. l&#8217;amico Oder Tagliabue ( pap\u00e0 di Elena..nazionale azzurra nelle specialit\u00e0 veloci ) che aveva la tessera del CAI di Figino e aveva fatto il finanziere a Ponte di Legno e sciava al Tonale, lo era diventato in quegli anni e per noi ragazzi era un mito e un esempio da seguire&#8230;ma per un paesano, figlio di un operaio metalmeccanico-contadino e di una sarta, a quel tempo ogni strada era reclusa&#8230; \u00e8 cos\u00ec che, ho insegnato ( da abusivo ) ad amici e figli l&#8217;arte dello sci..<\/p>\n<p>Per me lo sci \u00e8 stato un pensiero fisso&#8230;una passione&#8230;come un grande Amore&#8230;fino a 18 anni partecipando anche a qualche gara&#8230; campionati studenteschi provinciali e le gare sociali del CAI&#8230;e poi non perdendo nessuna delle gite sciistiche nell&#8217;arco alpino, che noi stessi sciatori adolescenti ( nella sezione la maggior parte erano alpinisti&#8230; tutti noi abbiamo partecipato ai campi estivi del CAI di Figino, prima a Santasenigo Caterina ( la prima volta con mio padre a 7 anni&#8230;nella baita Riposo coi camion della Ferriera Orsenigo ) dove Don Alberto che l&#8217;aveva progettata, i falegnami e mezzo paese erano stati a piazzare la Croce sul Tresero negli anni 60&#8230;<\/p>\n<p>Da Santa Caterina poi il CAI di era spostato per le vacanze estive a Chiareggio&#8230;dove il mio gruppo di amici (quelli di Caspoggio) andavamo in tenda e da l\u00ec partivamo per scalate in palestra di roccia o per lunghe camminate fino ai nevai del Vazzeda, ai laghetti davanti al Disgrazia&#8230; o a passeggiate pi\u00f9 corte ai vari rifugi ( Porro e Tartaglione&#8230;), fino al passo del Muretto o al lago Pal\u00f9 sopra Chiesa&#8230;<\/p>\n<p>Dopo quegli anni&#8230;ho iniziato a pensare anche ad altro&#8230; frequentando nel tempo libero i campi di lavoro con lo l&#8217;operazione mato grosso OMG&#8230;col sogno di partire in spedizione per l&#8217;America Latina e magari sciare, sul Chimborazoe il Copaxi in Ecuador, se ci fosse stata l&#8217;occasione come in val Formazza al campo scuola e rifugi, dove in giugno ci portavamo gli sci in spalla fino ai Sabbioni per sciare quando potevamo nei campetti dietro al grande rifugio della OMG&#8230;e scendere alla fine del periodo fino alla cascata della Toce con gli in neve fresca &#8230;a Sotto Frua&#8230;<\/p>\n<p>Qualche anno dopo, avrebbero costruito il rifugio 3A e posizionato uno skilift sul ghiacciaio per lo sci estivo a 3000mt circa&#8230;ghiacciao di cui ora purtroppo non \u00e8 rimasto pi\u00f9 nulla &#8230;solo una distesa di sassi e terriccio e i Piloni dell&#8217;impianto&#8230;lo stesso che sta succedendo un po&#8217; ovunque&#8230;la dove c&#8217;era la neve ed il ghiaccio &#8230;cosa \u00e8 rimasto?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una memoria anche di dirette televisive dall&#8217;inizio sulla tv svizzera in bianco e nero dalla zia &#8220;Giusepina surela de la mia nona Virginia&#8221;&#8230;che era la sola, non so come, che riusciva a prendere il canale della svizzera italiana&#8230;<\/p>\n<p>Il ricordo pi\u00fa nitido in bianco e nero, una domenica primo pomeriggio, resta senza dubbio l&#8217; incredibile seconda manche ai campionati mondiali di saint moritz di re Gustavo&#8230;di cui gi\u00e0 seguivo ( sempre sul canale CH Ita ) le vicende e le vittorie del campione di Trafoi&#8230; E i mitici duelli in slalom con i francesi jean noel Augert e Patrick Russel&#8230;con il vecchio svizerot Dumeng Giovanoli e l&#8217;austriaco Hinterseer prima della discesa dal nord&#8230; dell&#8217; immenso Ingo e il grandissimo Franz Klammer poi&#8230;chi non si ricorda la libera di kitz a soli due centesimi o forse uno&#8230;che assicur\u00f3 a Gustav fin da gennaio una delle sue coppe di cristallo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?fbid=4603861909624762&amp;set=pcb.3333537186710822&amp;__cft__%5b0%5d=AZUM7_tct8Ko1ifPbLfR4SX_huc2iP-3X82TgUMVG0NqvAQgiCu_IySg_VKc2kQTdBZ4h-y6MT-wXNMbTyWRePqnedPwNjsnXYNyffQ7YYBq2-tFT5ed-Iy3Jl_H20cEFWCNcbCQUSnB3MpGF9umuDhCbLOYpV9Fp3_L9hv2LI-tIxxjXJmnsZjSyBEgnsBpyfo&amp;__tn__=*bH-R\">\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sciare era un po&#8217; 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