{"id":5843,"date":"2018-08-27T07:06:18","date_gmt":"2018-08-27T06:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=5843"},"modified":"2018-08-27T07:06:18","modified_gmt":"2018-08-27T06:06:18","slug":"i-segreti-dei-maestri-di-sci-aristide-compagnoni-di-fulvio-campiotti-1957","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=5843","title":{"rendered":"I Segreti dei Maestri di Sci &#8211; Aristide Compagnoni &#8211; di Fulvio Campiotti 1957"},"content":{"rendered":"<p>Marzo 1957. La seggiovia che dal Ciuk porta alla Baita La Rocca si ferma all&#8217;improvviso per mancanza di corrente. Uno sciatore anziano guarda gi\u00f9 dal seggiolino che dondola dolcemente a met\u00e0 del percorso. Vede un giovane sciatore che arranca in salita. Spettacolo raro ai nostri giorni. Lo sciatore anziano ne prova piacere.<\/p>\n<p>Ma osservando meglio&#8230;. oh bella, gli scarponi del giovane fondista non sono piazzati sugli sci a regola d&#8217;arte. Le punte vanno in fuori e i tacchi in dentro. Certamente lo sci destro \u00e8 fissato al piede sinistro e viceversa. E poi, santo cielo, che maniera balorda di impugnare i bastoncini!<\/p>\n<p>Bonariamente, gridando dall&#8217;alto, lo sciatore anziano da al giovane i consigli del caso. L&#8217;altro di rimando gli urla: &#8220;Cosa vuol parlare lei che non sa neanche cosa voglia dire fondo!&#8221; &#8211; Lo sciatore anziano sorride. Non si arrabbia. Chiede umilmente scusa e soggiunge: &#8220;Vedo che lei ne sa pi\u00f9 di me. Faccia Pure&#8221;.<\/p>\n<p>La seggiovia si rimette in moto e il giovane sciatore, sicuro del fatto suo, riprende ad arrancare coi suoi bravi sci calzati alla rovescia e i bastoncini impugnati alla cannibale. E&#8217; lontanissimo dall&#8217;immaginare che ha altezzosamente rifiutato i consigli di Aristide Compagnoni, di un campione del fondo che vanta una carriera agonistica difficilmente uguagliabile.<\/p>\n<p>Aristide si ritir\u00f2 dalle gare nel 1952, l&#8217;anno in cui partecip\u00f2 per l&#8217;ultima volta alla Staffetta dello Stelvio ottenendo la sua 12.ma vittoria di squadra. La S.E.M.\u00a0 gli consegn\u00f2 una medaglia d&#8217;oro per premiare in lui l&#8217;atleta pi\u00f9 fedele alla competizione di cui \u00e8 organizzatrice.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5846\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari1-251x300.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari1-251x300.jpg 251w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari1-768x917.jpg 768w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari1-858x1024.jpg 858w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari1.jpg 1048w\" sizes=\"(max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Facendo il maestro di sci e la guida alpina Aristide l&#8217;ha veduta brutta pi\u00f9 di una volta. Ma un&#8217;avventura specialmente gli fece perdere il sonno per un&#8217;intera notte.<\/p>\n<p>Fu nella primavera del 1950 o 1951, non ricorda con precisione. Accompagnava sulla punta San Matteo (mt. 3684) venti sciatori svizzeri di Zurigo. C&#8217;era anche suo fratello Severino.<\/p>\n<p>La comitiva era partita dalla Capanna Branca col sole. Ma a quota 3500 si trov\u00f2 nella nebbia fittissima. Compagnoni si ferm\u00f2 per controllare con la bussola e altimetro se fosse sulla giusta via verso la vetta che conosceva bene per averla raggiunta in precedenza almeno cinquanta volte. Riprese a salire.<\/p>\n<p>Marciava avanti a tutti quattro o cinque metri. Nessuno era legato. A un certo momento Aristide stim\u00f2 che doveva trovarsi a 30 metri dalla cima. Ma non vedeva nemmeno la punta degli sci. Avanz\u00f2 ancora con la bussola in mano. &#8220;Improvvisamente &#8211; \u00e8 lui che racconta &#8211; il bastoncino destro sprofond\u00f2 nel vuoto. Capii al volo che ero sull&#8217;orlo della parete Nord. Anche uno sci era gi\u00e0 in parte fuori oltre la vetta. Dieci centimetri ancora e sarei andato gi\u00f9 come un salame. Mi si drizzarono in testa i capelli per lo spavento e con un salto a sinistra mi misi al sicuro. Ma feci finta di niente per non impressionare i clienti. Tuttavia, quando fui a letto non riuscii a chiudere occhio pensando che avrebbero potuto cercarmi col cucchiaino&#8221;.<\/p>\n<p>Si sa, i maestri sono buontemponi. Specialmente i valtellinesi che sono furbi matricolati.Aristide, che non era legato sul San Matteo, si leg\u00f2 invece un giorno con quattro o cinque suoi allievi della Scuola Estiva di Sci del Passo dello Stelvio per scalare la Cima Garibaldi, la modesta altura sassosa che un tempo riuniva sul suo vertice i confini fra Italia, Svizzera e Austria. Una ascensione in piena regola, con ramponi ai piedi e piccozze nelle mani, accompagnata da comandi perentori e da manovre di sicurezza.<\/p>\n<p>Gra stupore di una bellissima signora, gi\u00e0 sulla cima, nel vedere arrivare, impegnatissima, la straordinaria cordata. Disse la signora: &#8220;Ma io sono salita quass\u00f9 da sola&#8221;. &#8211; Compagnoni serio: &#8220;Lei \u00e8 stata imprudentissima. &#8211; Sono gi\u00e0 andata sulla Marmolada, diamine! &#8211; Ma quella montagna \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Il gran stupore lasci\u00f2 il posto a una gran paura a scoppio ritardato . Aristide, divertito, convinse la signora che in discesa era meglio che si legasse anche lei. La bella donna giunse al passo pi\u00f9 morta che vivaper gli strattoni, i salti, le acrobazie cui la sottoposero quei masnadieri in cerca di un passatempo. solo alla fine la misera cap\u00ec che si trattava di uno scherzo. Ma non se la prese. Ci rise sopra e pag\u00f2 da bere ai suoi diabolici compagni di cordata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5844\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari2-242x300.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari2-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari2-768x952.jpg 768w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari2-826x1024.jpg 826w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ari2.jpg 1006w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sulla cima Garibaldi, Compagnoni us\u00f2 la corda per burla. Ma sui ghiacciai del Cevedale la consiglia sempre a quanti vi si avventurano slegati, ingannati dall&#8217;apparente docilit\u00e0 del pensio. Egli stesso lega gli allievi della scuola estiva di sci, che ora dirige, quando fanno la gita settimanale e vanno perci\u00f2 oltre i campi delimitati per le lezioni.<\/p>\n<p>Orbene, nel 1953, fine agosto, Aristide vide capitare alla &#8220;Casati&#8221; trenta ragazzi diretti alla vetta del Cevedale. Li accompagnava un capogruppo al quale Compagnoni sugger\u00ec di mettersi in cordata. L&#8217;altro seccato, replic\u00f2 che non era il caso. Senonch\u00e8, mentre la comitiva stava tornando dalla cima, giunsero al rifugio grida invocanti aiuto. Aristide e Severino accorsero con le corde e trovarono uno dei ragazzi gi\u00f9 in un crepaccio, alla profondit\u00e0 di dieci metri. Per fortuna in piedi su un ponte e incolume. Stava bene e soccorrerlo non era pressante. Allora Compagnoni, battagliero com&#8217;\u00e8, invest\u00ec il capogruppo: &#8220;E&#8217; un peccato che non sia caduto lei l\u00ec dentro, l&#8217;avrei lasciato gi\u00f9 un&#8217;oretta al fresco. &#8211; Ma c&#8217;era la strada! &#8211; Ah, si! Crede di avere ragione ancora lei? Allora lo lasciamo gi\u00f9!<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da giurare che si i compagni del caduto non avessero subito dato clamorosamente toro al loro incauto accompagnatore, Aristide avrebbe inflitto una lezioncina al capogruppo, facendolo restare sulle spine per qualche tempo, con quel ragazzo imprigionato nel crepaccio. Invece il malcapitato fu tirato fuori in un baleno e al suo accompagnatore non rest\u00f2 che chiedere umilmente scusa.<\/p>\n<p>E le avventure femminili del maestro di sci Compagnoni? Volto maschio, carattere espansivo, maniere disinvolte, sclilinguagnolo sciolto, Aristide \u00e8 tipo da far colpo sulle donne. E queste non gli dispiacciono certo. Ma \u00e8 anche molto abbottonato sull&#8217;argomento. Di una sola strana dichiarazione d&#8217;amore mi ha raccontato. Gliela fece una bella ragazza che egli conobbe dapprima nella sua qualit\u00e0 di guida alpina. L&#8217;ebbe infatti come cliente in due ascensioni. Una volta all&#8217;Ortles per una via piuttosto difficile e l&#8217;altra al Gran Zebr\u00f9. Poi se la ritrov\u00f2 alla &#8220;Casati&#8221; come allieva alla scuola di sci. un giorno la bella ragazza, dopo aver sbagliato un cristiania, scoppi\u00f2 in un pianto senza freno. Aristide le chiese il perch\u00e8 di quelle lacrime copiose, che non era il caso, che non l&#8217;avrebbe sgridata . Si sent\u00ec allora rispondere, e una luce che non lasciava dubbi si sprigionava dagli occhioni irrorati della fanciulla: &#8220;ma non \u00e8 per il cristiania che piango!&#8221;<\/p>\n<p>Allora cap\u00ec che l&#8217;allieva doveva avere un debole per il suo maestro. Cosa ne fece di quel debole, Aristide non me l&#8217;ha detto. N\u00e8 io glie l&#8217;ho domandato.<\/p>\n<p>E&#8217; cavalleresco oltre il doveroso rispettare i misteri della psiche femminile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Fulvio Campiotti &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marzo 1957. La seggiovia che dal Ciuk porta alla Baita La Rocca si ferma all&#8217;improvviso per mancanza di corrente. 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