{"id":3963,"date":"2016-05-12T06:03:16","date_gmt":"2016-05-12T05:03:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=3963"},"modified":"2016-05-12T09:01:58","modified_gmt":"2016-05-12T08:01:58","slug":"mauro-grigioni-weekend-in-antelao-12-05-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=3963","title":{"rendered":"Mario Grigioni &#8211; Weekend in Antelao &#8211; 12.05.2016"},"content":{"rendered":"<h1>Weekend in Antelao <a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Mariolibro2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3964\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Mariolibro2-300x202.jpg\" alt=\"Mariolibro2\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Mariolibro2-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Mariolibro2.jpg 847w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/h1>\n<p>Il Capitano Gobetti inforc\u00f2 gli occhialini cerchiati d\u2019oro e finse di consultare i tre fascicoli personali che aveva davanti a s\u00e9. In realt\u00e0 li aveva gi\u00e0 studiati accuratamente nei giorni precedenti. Era uno degli inverni pi\u00f9 rigidi del secolo scorso, in quei lontani anni Sessanta, e il Cadore era letteralmente sepolto sotto una spessa coltre di neve. I tre Sergenti AUC, freschi di nomina, stavano impalati di fronte alla scrivania del Capitano, nell\u2019ufficio della Compagnia Comando e Servizi del Battaglione Pieve di Cadore, cui\u00a0 erano stati assegnati. I loro \u201cbaffi\u201d dorati, nuovi di zecca, appena applicati alle uniformi, sembravano brillare di luce propria.<\/p>\n<p>Gobetti tolse gli occhiali, si lisci\u00f2 la barba, e finalmente rivolse loro la parola, in tono gentile e con forte accento piemontese:<\/p>\n<p>\u00abState pure comodi, qui non siamo ad Aosta. Risalendo la valle del Piave avete visto Longarone, e su, in alto, la diga del Vajont. Quattro anni fa, subito dopo il disastro, questo reparto \u00e8 stato fra i primi a intervenire, con grande abnegazione. Si \u00e8 guadagnato la stima e il rispetto di tutti. Voi dovrete dimostrare di essere all\u2019altezza dei vostri veci. Cercate di mettere a frutto le belle teorie che avete imparato alla SMA. Il Cadore \u00e8 una terra splendida e amichevole. Noi Alpini godiamo di grande affetto. Per\u00f2, quando sarete in giro per le montagne, tenete sempre gli occhi aperti: sappiamo tutti cosa \u00e8 successo pochi mesi fa, su nel Comelico\u00bb.<\/p>\n<p>Gobetti si riferiva all\u2019attentato di Cima Vallona<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>\u00abCi sono domande?\u00bb prosegu\u00ec.<\/p>\n<p>Nessuno fiat\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abBene, allora diamoci da fare\u00bb riprese. \u00abChi di voi tre sa sciare?\u00bb<\/p>\n<p>Ci fu un breve silenzio. I tre neo-sergenti si scambiarono rapide occhiate, finch\u00e9 uno di loro si fece coraggio e rispose:<\/p>\n<p>\u00abIo, signor Capitano. Sergente Allievo Ufficiale Fiorenzo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abBene, Fiorenzo. So che hai studiato Trasmissioni, alla SMA, ma qui sarai il comandante del plotone esploratori. Il Comando non mi ha inviato l\u2019ufficiale che avevo chiesto, e la posizione \u00e8 vacante. Come primo incarico dirigerai il corso sciatori principianti. Inizia domani e durer\u00e0 due settimane. Ecco il piano delle lezioni. Comincia a studiarlo e passa subito in magazzino per l\u2019equipaggiamento. Buon lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019ufficio, mentre cercava di riprendersi dallo choc, Fiorenzo fu avvicinato da un alpino cos\u00ec grande e grosso che, se l&#8217;avessero dipinto di rosso, sarebbe stato scambiato per una cabina telefonica londinese:<\/p>\n<p>\u00abEl xe lu el serpente \u2018splorador?\u00bb<\/p>\n<p>Il tono, non propriamente formale, era per\u00f2 cordiale e amichevole.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, sono io. Mi chiamo Fiorenzo, piacere\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPiacere, mi son el caporalmajor Perathoner Giuseppe, ma li me ciama tuti Bepin. Andemo, che ghe dago una man\u00bb.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che Fiorenzo, inaspettatamente, entr\u00f2 a far parte degli Esploratori del Cadore.<\/p>\n<p>I suoi amici di Milano non ci avrebbero creduto.<\/p>\n<p>In magazzino, sotto l\u2019esperta supervisione di Bepin, Fiorenzo si dot\u00f2 degli attrezzi del mestiere: sci di lunghezza standard 180 cm &#8211; mentre a quei tempi si usavano 205-210 cm &#8211; con attacchi Kandahar; pelli di foca; ciaspole; ramponi e piccozza; tuta bianca &#8211; che delusione: sembrava un lenzuolo riadattato! &#8211; occhiali da neve con lenti di celluloide ed elastico; pila frontale. Era pronto per iniziare, il mattino successivo, l\u2019atteso corso di sci per principianti.<\/p>\n<p>Fiorenzo, formalmente titolare del corso, era coadiuvato da alcuni aiuto-istruttori del suo plotone, tutti maestri di sci a Cortina e dintorni. Naturalmente i veri esperti della materia erano loro. C\u2019era poi el Bepin, sempre pronto a dare una mano.<\/p>\n<p>Perathoner, come ben presto scopr\u00ec Fiorenzo, era laureato e poliglotta. Usava il dialetto veneto per vezzo e, forse, per prendere in giro i \u201cforesti\u201d. Aveva preferito il servizio militare semplice per motivi professionali. \u00abPer star visin a la botega\u00bb, come diceva lui.<\/p>\n<p>Le due settimane di corso furono, per Fiorenzo e probabilmente per tutti, un vero e proprio divertimento. Il programma quotidiano prevedeva la discesa il mattino e lo sci-alpinismo il pomeriggio. Le lezioni del mattino si tenevano proprio accanto alla caserma, sul campetto dotato di una facile pista e di uno skilift, al quale gli alpini avevano libero accesso. Certo, il campo-scuola non era il Canalone del Groppera, e nemmeno la Gran Risa, ma era comunque piacevole e divertente. Nel pomeriggio, il gruppo si trasferiva nei pressi della magica Cibiana, per esercitarsi salendo \u2013 con, e senza, pelli di foca &#8211; e scendendo fuori pista in quelle splendide pinete. La giornata si concludeva, inevitabilmente, con una discesa a rotta di collo nella zona dei trampolini. Calzata a rovescio la \u201cstupida\u201d &#8211; il berretto norvegese &#8211; Fiorenzo e i suoi aiuto-istruttori si lanciavano dritti gi\u00f9 per un breve e ripidissimo pendio, che terminava con un tratto piano, in mezzo ai pini. Nel repentino passaggio dal ripido al piano, i temerari ricevevano una fortissima spinta all\u2019indietro, che richiedeva il massimo sforzo di gambe per essere contrastata. Un&#8217;eventuale \u201cseduta\u201d sulle code avrebbe comportato la perdita di controllo direzionale, in neve fresca e in mezzo agli alberi. Con conseguenze facilmente prevedibili.<\/p>\n<p>Al termine del corso, tutti gli allievi &#8211; parte di una compagnia fucilieri &#8211;\u00a0 avevano acquisito una buona preparazione di base, sufficiente a cavarsela in quasi tutte le situazioni. Come prova di fine corso, il Comando organizz\u00f2 un raid di due giorni al rifugio Antelao, con partenza il sabato pomeriggio e salita con le pelli di foca. Il gruppo era accompagnato dal gestore del rifugio, chiuso d\u2019inverno. Ciascuno portava, oltre all\u2019equipaggiamento individuale, una quota di generi alimentari per la lauta cena in programma. La distribuzione dei carichi avvenne in modo imparziale, a giudizio insindacabile del gestore. Fiorenzo fu abbastanza fortunato. Si sobbarc\u00f2 un sacchetto di farina da polenta e un bottiglione di vino clinto. Il rifugio era letteralmente sommerso dalla neve. Dopo averlo reso agibile e riscaldato, tutti si misero a disposizione del gestore e, sotto la sua supervisione, allestirono un cenone degno di un matrimonio. Fu una serata davvero piacevole.<\/p>\n<p>La domenica mattina fu interamente dedicata alla discesa. Si trattava di percorrere una lunghissima mulattiera, innevata e non battuta, che dal rifugio conduceva alla statale per Cortina, nei pressi di San Vito di Cadore. La discesa, di per s\u00e9 non difficile, data la modesta pendenza, era complicata dai due metri di neve fresca, e mise a dura prova la scarsa esperienza dei neo-sciatori: le cadute, con clamorose imbiancature e colossali risate, non si contarono.<\/p>\n<p>In tarda mattinata, al previsto collegamento radio con la caserma, Fiorenzo venne informato che il Colonnello Comandante li avrebbe attesi all\u2019arrivo, sul sagrato di una chiesetta soprastante la strada: il pulpito ideale per un breve discorso ai coraggiosi. Fiorenzo, che sarebbe sceso per primo in testa agli esploratori, avvert\u00ec il Comandante di Compagnia, sciatore principiante egli stesso \u2013 e ricoperto di neve come gli altri &#8211; e tutti fecero il possibile per presentarsi dignitosamente al cospetto dell\u2019alto ufficiale.<\/p>\n<p>Poco prima dell\u2019arrivo, defilato dietro un costone, il reparto si ricompatt\u00f2. Vennero ripulite e risistemate le uniformi, calzate le \u201cstupide\u201d in modo regolamentare e appesi ai cinturoni i cordini da valanga, bene avvolti. Tutto era pronto per il gran finale. Il Colonnello era gi\u00e0 appostato in attesa.<\/p>\n<p>Fiorenzo imbocc\u00f2 l\u2019ultimo tratto di mulattiera seguito dai fedeli esploratori. Dietro di loro, il Capitano e gli allievi. La pista era piuttosto stretta e rendeva difficili le manovre. Per rallentare, Fiorenzo apr\u00ec lo spazzaneve e, giunto nei pressi del Colonnello, ordin\u00f2\u00a0 il regolamentare saluto:<\/p>\n<p>\u00abAttenti a \u2013 Sinist!\u00bb<\/p>\n<p>Nello stesso istante, incapp\u00f2 in una placca di ghiaccio, incroci\u00f2 le punte degli sci, fu sbilanciato in avanti, e perse il berretto. Nel disperato tentativo di non cadere, si butt\u00f2 all\u2019indietro e, un istante prima di un\u2019indecorosa &#8216;seduta sulle code&#8217;, si sent\u00ec afferrare e sollevare di peso da un paio di provvidenziali braccia. Erano quelle di Bepin che, seguendolo da vicino, riusc\u00ec a rimediare almeno parzialmente alla figuraccia. Il gruppetto di testa si ricompose e, ben allineato sul pianoro proprio sotto la chiesetta, attese l\u2019arrivo del reparto. Il Colonnello rivolse un breve saluto, sal\u00ec sulla Campagnola e fece rotta verso Cortina, dove l\u2019attendeva uno splendido pomeriggio di sci. Il gruppo, invece, si caric\u00f2 gli sci in spalla e, in fila ordinata, si incammin\u00f2 verso la caserma.<\/p>\n<p>\u00abPer poco non cadevo\u00bb ebbe il coraggio di dire Fiorenzo.<\/p>\n<p>\u00abEh gi\u00e0\u00bb rispose Bepin. \u00abSuccede. Comunque, per essere un milanese, te la sei cavata abbastanza bene\u00bb.<\/p>\n<p>Fu un bellissimo complimento.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La strage di Cima Vallona (San Nicol\u00f2 di Comelico &#8211; BL) fu un attentato perpetrato il 25 giugno 1967, con trappole esplosive, da membri della Befreiungsausschuss S\u00fcdtirol, organizzazione terroristica per l\u2019autodeterminazione dell\u2019Alto Adige. Vi morirono sul colpo tre militari italiani e un quarto rimase ferito. La pattuglia stava indagando sull\u2019abbattimento di un traliccio dell\u2019alta tensione, avvenuto in quegli stessi luoghi la notte precedente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Weekend in Antelao Il Capitano Gobetti inforc\u00f2 gli occhialini cerchiati d\u2019oro e finse di consultare i tre fascicoli personali che aveva davanti a s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[102],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3963"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3963"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3972,"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3963\/revisions\/3972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}