{"id":6354,"date":"2020-03-09T14:25:22","date_gmt":"2020-03-09T13:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=6354"},"modified":"2020-03-09T14:25:22","modified_gmt":"2020-03-09T13:25:22","slug":"il-sig-carlo-di-massimo-di-marco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=6354","title":{"rendered":"Il Sig. Carlo &#8211; di Massimo Di Marco"},"content":{"rendered":"<div class=\"_xlr\">\n<div id=\"id_5e66425bb74376566201076\" class=\"text_exposed_root text_exposed\">Quando andavo a St. Moritz a vedere le gare mi fermavo a Chiavenna e andavo a trovare Carlo Persenico col quale c\u2019era tutta una storia. Nell\u2019estate del 1966 avevo inaugurato la redazione di \u201cSciare\u201d in una piccola tipografia a Quarto Oggiaro, il quartiere pi\u00f9 pericoloso (si diceva) di Milano. Ero l\u00ec in una stanzetta con il pavimento nascosto sotto la carta da buttare (ma non la bu<span class=\"text_exposed_show\">ttava nessuno) che mi arrivava non troppo lontano dal ginocchio. Avevo appena fatto mettere il telefono e il telefono squilla.<br \/>\nSono Carlo Persenico, quello degli sci, ha bisogno della mia pubblicit\u00e0 o no?<br \/>\n&#8211; Si<br \/>\n&#8211; Venga subito<br \/>\nSapevo benissimo chi fosse ma non lo conoscevo bene. Solo di striscio, un incontro breve in una fiera degli articoli sportivi dove avevo avuto il permesso di lasciare un biglietto da visita.<br \/>\n&#8211; Sei pagine con lo sconto, va bene? Lei ha la faccia simpatica ma conosce bene lo sci ?<br \/>\n&#8211; Penso bene<br \/>\n&#8211; Ecco, per\u00f2 io le sto dietro, devo capire che la sua rivista parli agli sciatori senza scrivere scemenze.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato l\u2019esordio. Incoraggiante, direi. Quel tantino brusco. Ogni mese quando usciva la rivista mi telefonava. Siamo diventati amici proprio al telefono. Dava il suo giudizio sugli articoli e mi diceva all\u2019infinito:<br \/>\n&#8211; Mi raccomando la mia pubblicit\u00e0 su una pagina di destra, una delle prime.<br \/>\nQuando dirigevo sempre \u201cSciare\u201d ma ero entrato anche alla Gazzetta dello Sport &#8211; parlo del 1967- il contenuto delle telefonate \u00e8 cambiato:<br \/>\n&#8211; Quando passa da Chiavenna venga dentro che devo parlarle.<br \/>\nDi che cosa parlavamo? Appunto, di sci.<br \/>\nLa Persenico stava diventando la Persenico Spalding e il suo testimone pi\u00f9 importante stava diventando Gustavo Thoeni. Era la prima azienda italiana e la quinta al mondo. La fabbrica era nata nel 1907, la famosa SARP (Societ\u00e0 anonima Raimondo Persenico) e gradatamente era diventata una fabbricona . Il primo passo \u00e8 stata l\u2019impennata prodotta da Giacinto Sertorelli, medaglia d\u2019argento nel 1936 in discesa ai Mondiali del 1936 e poi del 1937.<br \/>\nIl primo incontro a Chiavenna non l\u2019ho mai dimenticato.<br \/>\n&#8211; Sentiamo un po\u2019. Secondo lei chi vince una gara di discesa libera dove la vince?<br \/>\n&#8211; Dipende dalla pista<br \/>\n&#8211; Non mi deve dare la risposta sbagliata, ci pensi bene. Anzi non ci pensi, lo dico io: la vince sul falsopiano. E\u2019 li che gli sci devono volare e i miei sci volano.<br \/>\n&#8211; Per\u00f2\u2026<br \/>\n&#8211; Dica, dica, per\u00f2 cosa? Anzi glielo dico io: per\u00f2 dipende anche da chi ci sta sopra. La scorrevolezza \u00e8 un dono di Dio. Il fatto \u00e8 che i campioni non sono fatti con lo stampino. Inclinazione del busto e inclinazione delle ginocchia: il discesista puro sa quando deve non far sentire il suo peso agli sci. Ma non \u00e8 sempre puro, sbaglia una curva, gli viene il nervoso e si frega da solo. Da primo diventa uno dei dieci o dei quindici. Le piace lo sci?<br \/>\n&#8211; Ma certo, molto\u2026<br \/>\n&#8211; Va bene<br \/>\nHo fatto un sunto e poi non mi ricordo proprio tutto. Mi faceva entrare nello stanzone dove c\u2019erano gli sci che avevano vinto le gare importanti, davvero tanti. Ogni paio aveva la sua etichetta, il nome del vincitore, la data.<br \/>\n&#8211; Non dico che li amo come dei figli, diciamo quasi.<br \/>\nAlle gare il suo uomo di fiducia era Italo Pedroncelli. Con lui e con Luigi Redaelli facevamo l\u2019alba nelle tane della Coppa del Mondo. Quando finivamo di parlare di sci cominciavamo a parlare di sci: chi aveva vinto, chi aveva perso, chi aveva talento ma non lo tirava fuori, chi non aveva talento ma aveva coraggio.<br \/>\nUn giorno Italo mi becca in pista, mi sembra a Grindelwald. Tira fuori dallo zaino una giacca a vento rossa abbastanza simile alla mia che per\u00f2 perdeva i pezzi.<br \/>\n&#8211; E\u2019 un regalo del signor Carlo. Ha visto una tua fotografia mentre fai un\u2019intervista. Ha detto che devi essere pi\u00f9 elegante.<br \/>\nE un\u2019altra volta Italo mi incontra alla partenza di Adelboden. Dallo zaino dei miracoli tira fuori un aggeggio tipo venti per trenta, c\u2019\u00e8 un piccolo schermo, era un televisorino con l\u2019antenna che si alzava quasi a due metri<br \/>\n&#8211; E\u2019 un regalo per te. Il signor Carlo dice che cos\u00ec vedi bene tutta la gara.<br \/>\nLo ricordo con affetto. Quando parlavamo sprigionavamo passione, si accendeva la fiamma. Il signor Carlo Persenico \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 entusiasti trascinatori dello sci, un protagonista dell\u2019epoca d\u2019oro, un uomo di riferimento. Era forte come la sua voce.<br \/>\n&#8211; Mi dica un po\u2019 lei sa come sono fatti i cristalli di neve? Glielo dico io, sono delle bestie, continuano a cambiare e gli skiman stanno su tutta la notte a cambiare la sciolina. Alla mattina hanno gli occhi pesti e magari gli sci non vanno. Se c\u2019\u00e8 troppa umidit\u00e0 non vanno, se c\u2019\u00e8 la nebbia stanno fermi. Lei cosa dice?<br \/>\n&#8211; E\u2019 il bellobrutto dello sci.<br \/>\n&#8211; Va bene. Andiamo a mangiare i pizzoccheri!Ci facciamo un bicchiere?<br \/>\n<\/span><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PERSE.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-6353\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PERSE-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"287\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PERSE-300x197.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PERSE-768x506.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PERSE.jpg 790w\" sizes=\"(max-width: 437px) 100vw, 437px\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\"><span class=\"text_exposed_show\">(Questa foto \u00e8 dello skireporter Lucio Zampino. Carlo Persenico con Giorgio Thoeni, il pap\u00e0 di Gustavo, alla vigilia dei Mondiali 1974 a St. Moritz)<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"_xlr\">\n<div id=\"fbPhotoSnowliftProductMiniListHscroll\" class=\"fbCommerceProductMiniListHscroll\"><\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftLegacyTagList\" class=\"pts fbPhotoLegacyTagList\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftCallToActionButton\" class=\"fbPhotosPhotoButtons\"><\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftPhotoFundraiser\"><\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftOwnerButtons\" class=\"mvm fbPhotosPhotoOwnerButtons stat_elem\"><\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftOriginalStory\" class=\"_56lj\"><\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftComputerVisionAnnotation\" class=\"fbPhotosPhotoCVAnnotation\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftVideoFundraiser\"><\/div>\n<div id=\"fbPhotoSnowliftViews\" class=\"_4p3v\"><\/div>\n<form id=\"u_b_2\" class=\"fbPhotosSnowliftFeedbackForm commentable_item collapsible_comments\" action=\"https:\/\/www.facebook.com\/ajax\/ufi\/modify.php\" method=\"post\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;]&quot;}\">\n<div id=\"fbPhotoSnowliftFeedback\" class=\"fbPhotosSnowliftFeedback\"><\/div>\n<div>\n<div>\n<div class=\"_6iib\">\n<div class=\"_6iic\">\n<div class=\"_6iid\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/form>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando andavo a St. Moritz a vedere le gare mi fermavo a Chiavenna e andavo a trovare Carlo Persenico col quale c\u2019era tutta una<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":6353,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[1],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6354"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6354"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6355,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6354\/revisions\/6355"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6353"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}