{"id":6342,"date":"2020-03-07T09:23:30","date_gmt":"2020-03-07T08:23:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=6342"},"modified":"2020-03-07T09:23:30","modified_gmt":"2020-03-07T08:23:30","slug":"celina-seghi-100-anni-che-traguardo-che-storia-di-massimo-di-marco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=6342","title":{"rendered":"Celina Seghi 100 Anni che traguardo, che storia &#8211; di Massimo Di Marco"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta una bambina alta un po&#8217; meno della sua bambola. Aveva quattro anni e viveva su una montagna in una casetta di legno, spesso nascosta dalla neve. Aveva sei fratellini e due sorelline, tutti pi\u00f9 grandi, una bella mamma che si chiamava Lucia e un pap\u00e0 che si chiamava Massimo, burbero ma buono. E lei era Celina, bruna, piccol<span class=\"text_exposed_show\">ina, con gli occhi da diavoletta.<br \/>\nAttorno alla casetta c&#8217;erano tanti abeti, tantissimi, ed \u00e8 per questo che la montagna si chiamava Abetone. Il giorno in cui ha compiuto 4 anni la mamma ha preparato una torta con le candeline. Celina giocava nel prato. Quando l&#8217;hanno chiamata in casa per la festicciola c&#8217;era anche una sorpresa, un paio di sci di frassino. Il pap\u00e0 aveva fatto la punta ricurva infilando il legno in una scala a pioli. Si usava cos\u00ec a quell&#8217;epoca.<br \/>\nIl giorno sul calendario era il 6 marzo del 1924. La cicogna aveva portato Celina nel 1920, 116 giorni prima di Zeno Col\u00f2 e 300 giorni prima che nascesse lo Sci Club Abetone-Val di Lima. Era un sabato, un pasticcio. L&#8217;Abetone non aveva il comune, l&#8217;ufficio anagrafe pi\u00f9 vicino era a Cutigliano, 14 chilometri pi\u00f9 in basso. Il pap\u00e0 ha dovuto far passare il sabato e anche la domenica, cos\u00ec la registrazione della nascita \u00e9 avvenuta l&#8217;8 marzo e la bugia \u00e8 poi diventata per sempre una mezza verit\u00e0. Ma per il mondo dello sci \u00e8 oggi, 6 marzo, che Celina compie un secolo: che traguardo!<br \/>\nLucia e Massimo Seghi si erano sposati il 14 ottobre 1897, una nidiata di bambini ha presto rallegrato la casa. Dopo 6 maschi e una femmina Mamma Lucia ha sognato un&#8217;altra bambina che aveva pensato di chiamare Celina come la sorellina di Santa Teresa del Bambino Ges\u00f9: un tipetto con addosso l&#8217;argento vivo, non troppo alta e pi\u00f9 castana che bionda. Non ce l&#8217;ha fatta, quando \u00e9 nata Pap\u00e0 Seghi ha voluto che si chiamasse Maria.<br \/>\n&#8211; Per\u00f2 se ne nasce un&#8217;altra la chiamiamo come voglio io.<\/p>\n<p>La gonna e il prete<\/p>\n<p>Cos\u00ec qualche anno dopo \u00e9 arrivata Celina, il pap\u00e0 ha brontolato per un po&#8217;. Il tentativo di proporre un nome pi\u00f9 comune come Marcellina \u00e9 fallito. E si \u00e9 preso anche del grullo.<br \/>\nI primi sci erano arrivati in Toscana e per l&#8217;appunto all&#8217;Abetone dalla Norvegia nel 1904. Belli ma troppo costosi. Quelli fatti in casa erano una brutta copia ma potevano andare. Tutti i bambini della famiglia ne hanno avuti almeno un paio. Quelli che restavano a sciare sin quando c&#8217;era una fessura di luce erano Gino e Maria. Celina si \u00e8 attaccata alla sua gonna, ha ripetuto in qualche modo i suoi gesti. Il vento tra i capelli la faceva ridere e si divertiva a venir gi\u00f9 scansando gli alberi, i futuri paletti del suo adorato slalom.<br \/>\n&#8211; Questo non vuol dire che non avessi una bella fifa. Ovvia, ci si fa l&#8217;abitudine.<br \/>\nDopo tre anni di giochi tra gli abeti arriva il grande giorno. Mentre Arnold Lunn incontra a Sankt Anton Hannes Schneider e creano l&#8217;Arlberg- Kandahar, Celina affronta la sua prima gara, il numero sulla schiena la fa impazzire di gioia. Le lamine e gli attacchi erano artigianali, la pista era da inventare, la neve era tutta un capriccio. Insomma Celina \u00e8 volata per aria, ha perduto gli attacchi ed ha tagliato il traguardo con la luna di traverso e gli sci in braccio, come faceva con la bambola.<br \/>\nGino, uno dei suoi fratelli, le \u00e9 andato incontro.<br \/>\n&#8211; Niente lacrime, eri troppo veloce, sei caduta perch\u00e9 eri troppo veloce. La prossima volta non cadi e vinci la gara.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6343\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina1-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gino aveva 14 anni pi\u00f9 di lei, l&#8217;istinto del maestro. Ha cominciato cos\u00ec e poi ha fatto il suo allenatore per sempre, un po&#8217; dolce e un po&#8217; carabiniere. Tipo: &#8221; Gli sci te li porti sulle tue spalle anche se sono pesanti, non abbiamo la cameriera e io ho gi\u00e0 i miei&#8221;. Aveva anche lo zainetto, ha imparato ad arrangiarsi.<br \/>\nArriva il giorno di un&#8217;altra gara, Celina ha 10 anni. Aveva addosso i panni che usavano le sciatrici: calze nere, gonna nera, pullover nero. Aveva saputo che sulla pista c&#8217;era anche il prete e&#8230;<br \/>\n&#8211; Avevo il terrore addosso, volevo andar forte ma non volevo cadere. Mi dicevo: non cadere, non cadere, senn\u00f2 mi si alza la sottana proprio davanti a lui&#8230; Meno male, \u00e9 andata bene.<br \/>\nIl giorno dopo la mamma l&#8217;ha vista uscire di casa di corsa ed infilarsi nell&#8217;uscio di una vicina che faceva la sarta.<br \/>\n&#8211; Voglio i pantaloni come i maschi, di gabardine.<br \/>\nErano cos\u00ec lunghi che finivano dentro gli scarponi di vacchetta. Poi sono arrivati quelli alla zuava, li portava con i calzettoni rossi e un maglione rosso.<br \/>\nPoco prima degli 11 anni l&#8217;Abetone organizza i Campionati Provinciali. Vince e da quel momento Celina vola. Si allena con Vittorio Chierroni e Zeno Col\u00f2, cerca di stare sulle loro code. L&#8217;allenatore vero per\u00f2 \u00e9 sempre Gino Seghi, &#8220;il mio caro mastino&#8221;. La grinta di Celina lo entusiasma, gli fa pensare che diventer\u00e0 una grande sciatrice. Per\u00f2 non gli piace ancora il suo stile. La controlla mentre viene gi\u00f9 dalla pista, non gli piace come mette gli sci e la rimanda alla partenza. Dieci volte, venti volte. Prende i tempi, annota tutto su un quaderno.<br \/>\n&#8211; Non sarei diventata nessuna senza di lui.<br \/>\nVerso i 14 anni parte con una valigetta per il Sestriere (allora Sestri\u00e8res) teatro dei Campionati Italiani. Dentro ha tanti ritagli di stoffa, vuole cucire un bell&#8217;abito per la sua bambola preferita. Questa cosa fa il giro degli alberghi. Una giornalista va a cercarla, vuole vedere la valigetta e vuole conoscere Celina. Alla fine dell&#8217;incontro si precipita a Torino, torna con una bambola Lenci e gliela fa trovare in un pacco. Celina lo trova sul letto, pensa che sia un maglione, invece \u00e8 la bambola pi\u00f9 bella del mondo e caccia un urlo. Le altre ragazze si spaventano, corrono da lei. Celina piange e ride, \u00e9 su una nuvola.<br \/>\nQuando arriva il momento delle gare non pu\u00f2 passare inosservato questo &#8220;Topolino&#8221; ( uno dei suoi tanti soprannomi assieme a Diavoletto Rosso, la Tigre dell&#8217;Abetone, lo Scoiattolo dell&#8217;Abetone, etc) che non dimostra neanche la sua et\u00e0. Il numero di gara le lascia libere solo le gambe. Si avvia alla partenza della discesa libera trotterellando sotto gli occhi del Principe di Piemonte (Umberto di Savoia) che la guarda divertito:<br \/>\n&#8211; Ma stai giocando, dove vai con quel numero?<br \/>\nCelina si sente derisa, \u00e9 piena di rabbia.<br \/>\n-Me ne scappai in albergo a piangere di nascosto e solo il pugno di ferro di mio fratello mi costrinse a partecipare alle gare.<br \/>\nPiccola ( non crescer\u00e0 mai sopra l&#8217;1,52) e minuta, leggera, \u00e9 arrivata terza tanto in discesa che in slalom. Ma non ha sorriso neanche un po&#8217; alla premiazione, era triste.<br \/>\n&#8211; Io gareggiavo per vincere, non per fare bella figura o per farmi applaudire.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-6344\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina2.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/a><\/p>\n<p>Voleva una vendetta, una rivincita soprattutto con se stessa. Ha capito di avere assolutamente bisogno dei consigli di Gino e Gino la adorava, certo del suo talento innato, del suo carattere combattivo, della sua mentalit\u00e0 vincente. Anche mamma Lucia faceva per lei un gran tifo, per quell&#8217;epoca era una donna moderna, le piaceva l&#8217;idea che Celina potesse diventare una stella dello sport. Per la stessa ragione av<span class=\"text_exposed_show\">eva mandato sulla neve Maria, la seconda figlia. Felice che un giorno le abbiano comunicato che, per i suoi brillanti risultati, era stata promossa nella Categoria Nazionale. Tra i suoi meriti la pazienza che ha avuto con Celina quando le si attaccava alla sottana per non restare indietro.<br \/>\nL&#8217;anno successivo al Sestrier\u00e8s (Celina ne ha 15) l&#8217;Abetone organizza i Campionati Italiani Juniores. Le piste non erano battute ed erano appena accennate, contava molto non aver paura e avere il fiuto per la traiettoria pi\u00f9 veloce. Sciare su quelle zolle di neve e ogni tanto anche grumi di ghiaccio, era come cavalcare un cavallo un po&#8217; pazzo. Le ragazze iscritte erano tante, non mancavano quelle ben messe, logicamente favorite in discesa. Nell&#8217;ambiente toscano Celina \u00e8 pi\u00f9 pronosticata in slalom, favorita dall&#8217;istinto naturale per l&#8217;attacco e anche dal fisico. Teorie. In realt\u00e0 Celina non vince lo slalom ma la discesa dove prende rischi terribili. Suo fratello Gino chiude gli occhi o si gira dall&#8217;altra parte per non vedere. Al traguardo &#8220;Topolino&#8221; \u00e8 raggiante.<br \/>\n&#8211; La velocit\u00e0 mi fa impazzire.<\/span><\/p>\n<div class=\"text_exposed_show\">\n<p>La rabbia e le briciole<\/p>\n<p>Adesso, inverno 1936, sono in arrivo le Olimpiadi che Garmisch organizza dal 6 al 16 febbraio. Lo slalom \u00e8 sulla Gudiberg e la discesa sulla Kreuzeck. Alle ragazze \u00e8 riservata una pista selvaggia di 3300 metri, tutta contorta con le curve troppo storte o che sparano dalla parte sbagliata. Celina partecipa alle selezioni. In slalom ottiene il secondo miglior tempo dietro la mitica Paola Wiesinger. In discesa \u00e8 troppo lenta. Attacca pi\u00f9 che pu\u00f2 ma capisce che il suo peso leggero (meno di 40 chili) \u00e8 un handicap sul ripido lungo. La Federazione Italiana decide di escluderla e manda avanti Clara Frida, Nives Dei Rossi, Paola Wiesinger ed Isa Crivelli. Le polemiche infiammano l&#8217;ambiente, si dice che le quattro azzurre selezionate fossero state prescelte pi\u00f9 che scelte visto che le loro divise erano gi\u00e0 nelle loro valigie. Il Presidente Renato Ricci interviene e spiega in una conferenza stampa piena di elettricit\u00e0 che Celina viene lasciata a casa perch\u00e9 \u00e8 troppo giovane: non ha ancora 16 anni ed a norma del regolamento potrebbe essere squalificata. Ma allora perch\u00e9 le hanno fatto fare le selezioni?<br \/>\nCelina piange per due giorni abbracciata alle sue bambole, la mamma \u00e9 furente, Gino un po&#8217; di pi\u00f9.<br \/>\nAlla fine Celina ha deciso:<br \/>\n&#8211; Voglio compiere 17 anni il prima possibile.<br \/>\nScoppia una grande risata in casa. La luna \u00e9 passata, ma non la rabbia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6345\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina3-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina3-300x164.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina3.jpg 522w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;anno dopo a Selva Gardena si svolgono i campionati italiani e Celina vince tutto, la discesa, lo slalom, la combinata. I giornali sparano il suo nome in grande, tutti i tecnici sono convinti che sia cominciato un miracolo. Quando torna all&#8217;Abetone le organizzano una grande festa. Gino la trascina fuori dalla porta quando non ha ancora avvicinato le labbra ad un aperitivo analcolico.<br \/>\n&#8211; Tu bevi solo quello che ti dico io. Non fare la matta e non montarti la testa. E domani prendi gli sci brutti che ti devi allenare.<br \/>\nMannaggia. Appena due briciole di torta. Ma Celina sapeva che Gino era un asceta e che si dedicava a lei 24 ore al giorno perch\u00e9 lo sci potesse darle le pi\u00f9 grandi felicit\u00e0. Un&#8217;idea della disciplina eletta a religione e dei sacrifici pi\u00f9 impietosi era diventata uno stile di vita. Per lei e per lui che guardava le ragazze ma che si \u00e9 sposato solo dopo che nel 1956 Celina ha pensato di ritirarsi perch\u00e9 vinceva tutto e sempre, lo sci era diventato troppo facile.<br \/>\nMaria era pi\u00f9 brava a svicolare, si distraeva un po&#8217; di pi\u00f9 ma non \u00e9 che non le piacesse vincere.<br \/>\nE&#8217; stato fantastico ai Campionati Italiani del 1939. Celina giocava in casa ma non era la favorita in discesa dove la triestina Nives Dei Rossi, una bella bionda di 30 anni che portava i colori romani dello Sci Parioli, si sentiva gi\u00e0 il titolo in tasca. Soprattutto quando il sorteggio ha dato a Celina il numero uno. Le cronache dell&#8217;epoca dicono (magari non \u00e9 vero) che Nives avesse preso un accordo col suo allenatore. Si sarebbe piazzato a met\u00e0 pista e le avrebbe fatto capire con una bandierina alta piuttosto che bassa, se fosse stata davanti o dietro la sua nemica. Poi capita che quando la bella bionda guarda il suo allenatore per decifrare i codici si distrae, cade di brutto. Si rialza e continua ma al traguardo per calcolare il suo distacco basta la clessidra. Cos\u00ec Celina, venuta gi\u00f9 pi\u00f9 veloce del fulmine, vince nella Categoria Azzurre. E nella categoria Nazionali vince Maria e a Gino vien voglia di piangere. Cosa che fa, anche se non era il tipo. Poi Celina vince anche il titolo dello slalom (Nives Dei Rossi non c&#8217;\u00e9) nonostante un volaccio nella seconda manche. Maria finisce quarta ma seconda nella combinata a 8 punti da Vittoria Ferrari, un&#8217;altra dello Sci Club Abetone. Sembra che questa volta Gino avesse dato a Celina il permesso di partecipare alla serata in suo onore per dieci minuti e di brindare con un bicchiere d&#8217;acqua, massimo due.<br \/>\nA questo punto Celina era diventata la numero uno della Squadra Azzurra, nei suoi sogni compaiono i Campionati del Mondo che Cortina d&#8217;Ampezzo organizza dal 1\u00b0 al 9 febbraio del 1941.<br \/>\nVoleva confrontarsi con le grandi sciatrici del momento, misurarsi soprattutto con Cristl Cranz, una donna pi\u00f9 massiccia e pi\u00f9 alta e pi\u00f9 grande di 6 anni, nata in Belgio ma poi scappata a causa della prima guerra mondiale da tutte le parti fin quando si \u00e9 fermata in Germania. Aveva vinto la prima gara a 9 anni, un&#8217;emozione bellissima che raramente ha poi lasciato alle sue avversarie. Tra il 1934 e il 1939 aveva vinto 12 titoli mondiali e la medaglia d&#8217;oro della combinata alle Olimpiadi del 1936. Anche lei aspettava i Mondiali di Cortina per migliorare la sua collezione di medaglie e per fare un bel po&#8217; di soldi promessi dal governo tedesco che voleva fare di lei una bandiera. Ma riecco sulla sua strada un&#8217;altra guerra. Questa volta ancora pi\u00f9 feroce. Le Squadre Nazionali rimangono chiuse in casa e i Mondiali si ridimensionano in un ping-pong tra Italia e Germania. La FIS poi non li riconoscer\u00e0 e mander\u00e0 le medaglie in discarica. Il grande, incommensurabile prodigio di questo confronto, avviene tra le 44 porte dello slalom. Celina distacca Cristl Cranz di 2&#8243;8 nella prima manche e di 1&#8243;6 nella seconda. Totale 4&#8243;4. Un giorno ho incontrato Cristl Cranz a Oberstaufen, dove aveva una pensione zeppa di medaglie e trofei.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6346\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina4-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina4-300x228.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina4-768x582.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina4.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8211; A Cortina quella piccolina sembrava radiocomandata. Veniva gi\u00f9 tra i paletti tutta schiacciata sugli sci, li schivava come se fossero stuzzicadenti a una velocit\u00e0 incredibile. Alla fine della gara ci siamo abbracciate. Non so se fosse pi\u00f9 felice per aver vinto o, come credo, per avermi battuto.<br \/>\nNella favola di Celina Seghi questo \u00e9 stato un momento magico che ha misurato la sua potenza e la sua voglia di sfidare l&#8217;impossibile, soprattutto ha incorniciato con la matita rossa la sua intelligenza tattica. Eppure questo \u00e9 stato solo l&#8217;inizio della sua carriera.<br \/>\nFino a questo momento ci aveva dato la fotografia di una slalomista nata slalomista. In discesa contava il suo coraggio extralarge. Cos\u00ec leggera pativa le partenze in piano, le occorreva pi\u00f9 pista per guadagnare velocit\u00e0. Poi, dove le altre rallentavano perch\u00e9 non riuscivano a star dentro o temevano di non farcela, lei recuperava terreno. Quindi poteva contare su piazzamenti che accoppiati al buon esito degli slalom la disegnavano come una combinatista d&#8217;alto livello. Lo sci dell&#8217;epoca considerava la vittoria in combinata pi\u00f9 importante di quelle nelle specialit\u00e0 singole ed \u00e8 stato cos\u00ec per molti anni, sino all&#8217;alba della World Cup.<br \/>\nLa Seconda Guerra mondiale ha fatto milioni di morti ed ha ucciso anche lo sport. Campioni fuoriclasse sono rimasti inchiodati l\u00ec, sotto le bombe o al fronte, da dove non sono tornati. Le gare di sci sono ricominciate nel 1947, Celina aveva 27 anni quando si \u00e8 iscritta al Concorso di Grindelwald, una delle patrie dello sci in Svizzera. C&#8217;era una nuova gara, si potrebbe dire una via di mezzo tra lo slalom e la discesa, la FIS stava sperimentando lo slalom gigante. Celina lo vince, \u00e8 seconda in discesa e terza in slalom: prima in combinata. La sua passione torna a vivere ed \u00e8 la vigilia delle Olimpiadi di Saint Moritz, 1948. La prima gara femminile \u00e8 la discesa, programmata nel pomeriggio del 2 febbraio. In mattinata si svolge la discesa maschile e Celina vede Zeno Col\u00f2 volare in un nodo della pista dove l&#8217;eccesso di velocit\u00e0 produceva solo danni. Inizia la gara, la favorita \u00e8 la francese Georgette Miller-Thiolli\u00e8re che ha il numero 2 e che dopo 100 metri sparisce in una nuvola bianca. Celina ha il numero 9 e non \u00e8 la vera Celina, \u00e9 contratta, tiene troppo e si classifica quarta. Perde 2&#8243;9 dalla svizzera Heidi Schlunegger, la medaglia d&#8217;oro, una bella ragazza di Wengen che viene gi\u00f9 con una lunga sciarpa svolazzante. Moralmente \u00e8 a terra, nello slalom ha il 14\u00b0 tempo, un quarto posto in combinata non la consola. Per aiutarla ad uscire dal suo malessere psichico (di questo si tratta) l&#8217;Abetone crea in suo onore la Coppa Foemina di slalom e discesa che diventer\u00e0 una classica. Celina sa quale sar\u00e0 la sua medicina. Ha bisogno di credere in se stessa come prima, ha bisogno di vivere una grande impresa: il distintivo d&#8217;oro AK con diamanti \u00e8 il suo nuovo sogno.<br \/>\nPrima della Coppa del Mondo c&#8217;era l&#8217;Arlberg-Kandahar. La celebrit\u00e0 austriaca Hannes Schneider aveva scelto Arlberg, Kandahar era stata un&#8217;idea di Sir Arnold Lunn, l&#8217;inventore dello sci agonistico. Il nome doveva ricordare il successo inglese in una battaglia. E&#8217; stato un modo per firmare assieme una combinata discesa-slalom dove il risultato della discesa determinava l&#8217;ordine di partenza della seconda gara. Il rapporto tra il tempo della discesa e quello dello slalom era di 1:2: Questa era la regola di base ma non \u00e8 tutto qui. Contavano anche le vittorie nelle singole gare. I premi erano di diversi livelli, prima il distintivo d&#8217;argento, poi quello d&#8217;oro, poi quello di diamante. ( Foto: Celina Seghi fra Zeno Col\u00f2 e Vittorio Chierroni)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6347\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina5-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina5-300x209.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina5-768x535.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina5.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il primo Arlberg -Kandahar si \u00e8 svolto a Sank Anton nel 1928. Celina nel 1947 aveva vinto l&#8217;A-K d&#8217;argento dopo aver vinto la discesa, seconda nello slalom, prima in combinata. Nel 1948 a Chamonix \u00e8 terza in discesa, prima in slalom e combinata. E&#8217; un altro A-K d&#8217;argento e adesso ce ne vuole un terzo per ottenere l&#8217;A-K d&#8217;oro. La caccia inizia con la discesa dell&#8217;Arlberg Kandahar che si svolge nel 1949 a Sankt Anton. Non \u00e8 una bella giornata. A circa met\u00e0 pista Celina cade all&#8217;inizio di un falsopiano, \u00e8 gi\u00e0 tanto che in classifica termini quinta.<br \/>\nLe fa male una spalla. Le radiografie rivelano un&#8217;incrinatura dell&#8217;omero sinistro e il dottore le raccomanda di tornare subito a casa. Invece Celina vuole tornare in pista per lo slalom. Ha quasi 39 di febbre, ma non importa. La spalla \u00e8 imprigionata in una fasciatura rigida e il dottore le pratica un&#8217;iniezione di morfina. Per disdetta la gara inizia con mezzora di ritardo, quando l&#8217;effetto della morfina \u00e8 gi\u00e0 finito. Non fa niente, Celina viene gi\u00f9 con gli occhi pieni di lacrime, stringe i denti, pu\u00f2 usare poco il braccio sinistro, le sembra che dentro ci sia il fuoco. Al traguardo c&#8217;\u00e8 una sorpresa. Il capo dei cronometristi la tira in disparte:<br \/>\n&#8211; Signorina, siamo dispiaciuti. Il cronometraggio elettrico non ha funzionato perch\u00e8 il freddo l&#8217;ha bloccato. Con il cronometraggio manuale lei avrebbe il miglior tempo ma il regolamento dice che deve ripetere la prova.<br \/>\nS\u00ec, va bene. Celina risale il pendio e si butta nuovamente gi\u00f9. Il dolore alla spalla \u00e8 insopportabile, non ha pi\u00f9 energia, al traguardo sviene, soccorsa subito da Gino. Purtroppo non ha visto l&#8217;ultima porta, la squalifica sarebbe inevitabile. Il giudice arbitro, Grazia Van den Bergh, si intenerisce, tanta sfortuna non \u00e8 possibile. Arnold Lunn accetta subito la sua proposta: Celina \u00e8 riammessa fra le concorrenti della seconda manche (che per lei \u00e8 la terza) e se arriver\u00e0 fra le prime tre vincer\u00e0 l&#8217;A-K d&#8217;oro. Il dottore le fa un&#8217;altra iniezione di morfina, \u00e9 stanchissima, passa nelle ultime tre porte praticamente seduta sugli sci. Ma \u00e8 terza, ce l&#8217;ha fatta. Viene trasportata subito a Milano dove le ingessano la spalla per 50 giorni. Lunn scrive sulla Kandahar Review: &#8221; E&#8217; stato tutto straordinario, non avevo mai visto qualcosa del genere in una gara di sci, questa ragazza \u00e9 stata un&#8217;eroina&#8221;.<br \/>\nAll&#8217;Abetone impazziscono, Celina \u00e8 travolta in una festa alla quale partecipa tutto il paese e questa volta non vuole rifiutare un bichiere di champagne. Fa solo in tempo a sfiorarlo con le labbra, Gino la trascina via.<br \/>\n&#8211; Ma sei diventata matta, ti ricordi che devi andare ad Aspen ?<br \/>\nNel 1950 la Federazione Italiana \u00e9 senza soldi. I fondisti non vanno ai Mondiali di Lake Placid mentre a quelli di Aspen partecipano in cinque. Celina \u00e8 la sola donna e si sente anche pi\u00f9 sola perch\u00e9 Gino, nonostante sia l&#8217;allenatore della Squadra Femminile, \u00e9 rimasto a casa. E&#8217; triste. In discesa si difende poco (16a), nello slalom gigante un po&#8217; di pi\u00f9 (12a), nello slalom il suo talento la proietta al secondo posto della prima manche e alla fine alla medaglia di bronzo. Non \u00e8 poi cos\u00ec male. I trionfi di Zeno Col\u00f2 mettono allegria, Celina gliene ruba un po&#8217;, ha bisogno di sentirsi bene e che le torni la rabbia di vincere. Nel 1951 al Kandahar del Sestriere piomba sul terzo posto dello slalom: ci\u00f2 le permette di toccare la vetta di tutte le vette, conquista l&#8217;A-K di diamante.La favola diventa storia e la storia diventa leggenda. Tra il 1928 e il 1968, quando il Kandahar esce di scena, ce l&#8217;hanno fatta solo 10 uomini e 6 donne.<br \/>\nCelina ha 31 anni \u00e8 la donna pi\u00f9 famosa d&#8217;Italia. Il solo pensiero della sua vita \u00e9 stato lo sci, con un leggero colpo d&#8217;ali nella moda (invernale). Tipo i pantaloni cuciti dalla sua sarta, la fascia sui capelli coordinata con il maglione, una giacca a vento di tela simile al blue-jeans. Una Casa francese nel 1948 le ha proposto la rappresentanza dei primi pantaloni elastici. L&#8217;ha rifiutata assieme a tanto denaro, voleva sognare ancora. (Foto:Seno Col\u00f2, Gustavo Thoeni, Celina Seghi)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6348\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina6-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina6-300x233.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina6-768x597.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina6.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nelle gare classiche saltellava ogni tanto sul podio. Ma intanto venivano avanti i fortissimi rincalzi svizzeri, austriaci e francesi che avevano imparato a sciare con sci pi\u00f9 progrediti, nuovi sistemi d&#8217;allenamento.<br \/>\nAlle Olimpiadi di Oslo del 1952 un&#8217;altra azzurra (Giuliana Chenal Minuzzo) pi\u00f9 giovane di 11 anni vince la medaglia di bronzo della discesa. Celina in questa gara \u00e8 lontana (16a), un po&#8217; pi\u00f9 vi<span class=\"text_exposed_show\">cina al podio nello slalom gigante (7a) e vicinissima nello slalom (4a).<br \/>\nPoi arrivano i Mondiali del 1954 ad Are, Svezia. I risultati non sono pessimi ma neppure entusiasmanti. La pista della discesa (23a) non le piace, nello slalom gigante (21a) rischia di cadere, nello slalom (9.a) fa ancora bella figura ma \u00e8 ora di smettere. Nel 1955 dopo aver vinto le selezioni per le Olimpiadi di Cortina abbraccia le sue compagne di squadra e sale sull&#8217;automobile di Gino alla volta dell&#8217;Abetone. Ha detto basta, ha 35 anni. La pila non si \u00e9 esaurita ma \u00e8 troppo bello guardare indietro.<br \/>\nNel 1971 sposa un medico di Pistoia, il dottor Fiorino Fiorineschi. Abita in citt\u00e0 ma spesso sale all&#8217;Abetone. E anche se ha 68 anni nel 1988 prende il posto di Zeno Col\u00f2, indisposto, nel Trofeo delle Regioni e con un risultato impressionante, terza nella sua categoria, assicura allo Sci Club Abetone il millesimo successo.<br \/>\nL&#8217;ultima gara (nota) avviene nel 1990 quando si prende una grande rivincita sull&#8217;austriaca Dagmar Rom che ai Mondiali di Aspen del 1950 aveva vinto la medaglia d&#8217;oro dello slalom con 1\/10 sulla compagna Erika Mahringer. E lei, terza, \u00e9 rimasta staccata di 1&#8243;7. Se l&#8217;\u00e9 legata al dito ed ha aspettato la sua rivincita per 40 anni. Nonostante i suoi 70 contro i 65 della rivale, le ha appioppato 7 secondi.<br \/>\nCelina non si \u00e8 mai separata dalla sua voglia di gara. Solo sette anni di guerra hanno frenato i suoi trionfi. Piccola donna ma Grande Donna ha stupefatto a lungo il mondo dello sci. Il suo risultato pi\u00f9 sensazionale non \u00e8 avvenuto n\u00e9 alle Olimpiadi n\u00e9 ai Mondiali e persino nell&#8217;Arlberg-Kandahar. Tutta la sua classe si \u00e8 specchiata nel 1950 poco prima dei Mondiali di Aspen in una pista ghiacciata di Seefeld, accanto a Innsbruck. Donne e uomini hanno gareggiato assieme e complessivamente erano 180. C&#8217;erano tutte le celebrit\u00e0 e Celina si \u00e9 classificata settima. Gli organizzatori non potevano crederci. Avevano pensato che una coppa sarebbe bastata per far felice la regina della classifica femminile. Ma questo risultato era qualcosa di fantastico, imprevisto e imprevedibile. Non era proporzionato ad un premio cos\u00ec piccolo.<br \/>\nSono corsi dal gioielliere ad acquistare un braccialetto d&#8217;oro. Celina ha aperto l&#8217;astuccio con curiosit\u00e0 e poi si \u00e9 lasciata fulminare dall&#8217;emozione tra gli applausi di venticinquemila spettatori.(Foto: Celina col marito, il medico di Pistoia Fiorino Fiorineschi)<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6349\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7-300x192.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7-768x491.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7-1024x655.jpg 1024w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7-115x73.jpg 115w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/celina7.jpg 1937w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta una bambina alta un po&#8217; meno della sua bambola. Aveva quattro anni e viveva su una montagna in una casetta di<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":6343,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[1],"tags":[339],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6342"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6342"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6350,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6342\/revisions\/6350"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6343"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}