{"id":5968,"date":"2019-03-06T15:47:45","date_gmt":"2019-03-06T14:47:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=5968"},"modified":"2019-03-06T15:47:45","modified_gmt":"2019-03-06T14:47:45","slug":"lavventura-di-uno-sciatore-di-italo-calvino-1959","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=5968","title":{"rendered":"L&#8217;avventura di uno sciatore di Italo Calvino (1959)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sole.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5971\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sole-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sole-300x240.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sole-768x614.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sole-1024x819.jpg 1024w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sole.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Allo skilift c&#8217;era la coda. La comitiva dei ragazzi venuti col pullman s&#8217;era<br \/>\nmessa in fila, affiancandosi a sci paralleli, e, a ogni passo avanti che la coda<br \/>\nfaceva &#8211; una lunga coda che invece d&#8217;andar dritta, come pure avrebbe<br \/>\npotuto, seguiva una casuale linea a zig-zag, un po&#8217; in salita un po&#8217; in discesa<br \/>\n&#8211; pesticciando in su oppure scivolando gi\u00f9 di fianco a seconda del punto in<br \/>\ncui si trovavano, e subito ripuntellandosi ai bastoncini, spesso andando a<br \/>\ngravare del proprio peso i vicini di sotto, o cercando di liberare racchette di<br \/>\nbastoncini da sotto a sci dei vicini di sopra, inciampando negli sci andati a<br \/>\nmettersi per storto, chinandosi ad aggiustare gli attacchi e arrestando cos\u00ec<br \/>\ntutta la fila, togliendosi le giacche a vento o i maglioni o rimettendoseli a<br \/>\nseconda se il sole appariva o spariva, ricacciando le filze di capelli sotto il<br \/>\ncopriorecchi di lana o gli sbuffi delle camicie a scacchi dentro le cinture,<br \/>\ncercando i fazzoletti nelle tasche e soffiandosi i nasi rossi e gelati, e per<br \/>\ntutte queste operazioni togliendosi e rimettendosi i guantoni che talvolta<br \/>\ncadevano nella neve e bisognava con la punta dei bastoncini ripescarli:<br \/>\nquest&#8217;agitazione di piccoli gesti scomposti percorreva la fila e diventava<br \/>\nfrenetica al suo culmine, l\u00e0 dove bisognava aprire le cerniere-lampo di tutte<br \/>\nle tasche per cercare dove s&#8217;erano cacciati i soldi per il biglietto oppure il<br \/>\ntesserino e porgerlo all&#8217;uomo dello skilift che ci faceva i buchi, e poi<br \/>\nrimettersi la roba nelle tasche, e i guantoni, e unire i due bastoncini uno con<br \/>\nla punta infilata nella racchetta dell&#8217;altro per tenerli con una mano sola, tutto<br \/>\nquesto superando la piccola salita della piazzola dove bisognava essere<br \/>\npronti a mettere a posto l&#8217;ancora dello skilift sotto il sedere e a lasciarsi<br \/>\ntrascinare su di strappo.<br \/>\nIl ragazzo con gli occhiali verdi era a met\u00e0 della coda, intirizzito, con a<br \/>\nfianco un ragazzo grasso che spingeva. E mentre loro erano l\u00ec, pass\u00f2 la<br \/>\nragazza col cappuccio celeste-cielo. Non si mise in coda; andava avanti, in<br \/>\nsu, per il sentiero. E muoveva in salita gli sci leggera come camminasse.<br \/>\n&#8211; Cosa fa quella? Vuol fare la salita con le sue gambe? &#8211; si domand\u00f2 il<br \/>\nragazzo grasso che spingeva.<br \/>\n&#8211; Ha le pelli di foca, &#8211; disse il ragazzo con gli occhiali verdi.<br \/>\n&#8211; Per\u00f2, voglio vederla su dove \u00e8 pi\u00f9 ripido, &#8211; disse il grasso.<br \/>\n&#8211; Ha poco da far la furba, sta&#8217; sicuro!<br \/>\nLa ragazza andava con un passo senza sforzo, con un movimento regolare<br \/>\ndei suoi alti ginocchi &#8211; era di gamba molto lunga, nei pantaloni tirati, tesi<br \/>\nalla caviglia &#8211; a tempo con l&#8217;alzare ed abbassare dei lucenti bastoncini. Il<br \/>\nsole in quell&#8217;aria gelata e bianca si mostrava come un esatto disegno giallo,<br \/>\ncon tutti i suoi raggi: nelle distese di neve senza un&#8217;ombra, solamente dal<br \/>\nsuo brill\u00edo si distinguevano gobbe e anfratti e il battuto delle piste. Nella<br \/>\ngiacca a vento celeste-cielo il viso della ragazza bionda era d&#8217;un rosa che<br \/>\ndiventava rosso sulle guance, contro la bianca felpa dell&#8217;interno del<br \/>\ncappuccio. Rideva verso il sole, appena socchiudendo gli occhi. Andava su<br \/>\nleggera, sulle pelli di foca. I ragazzi della comitiva del pullman, con le<br \/>\norecchie gelate, l&#8217;arsura alle labbra, i nasi che tiravano su moccio, non<br \/>\nsapevano staccare gli occhi di dosso a lei, e si facevano spingere nella coda;<br \/>\nfinch\u00e9 lei non super\u00f2 un ciglio e spar\u00ec.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4198-freeride-st-anton-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5970\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4198-freeride-st-anton-3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4198-freeride-st-anton-3-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4198-freeride-st-anton-3-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4198-freeride-st-anton-3.jpg 842w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nMan mano che toccava il loro turno, con parecchi inciampi iniziali e false<br \/>\npartenze, quelli della comitiva prendevano a salire a due a due, trainati per<br \/>\nla pista quasi verticale. Al ragazzo con gli occhiali verdi tocc\u00f2 lo stesso<br \/>\nskilift del grasso che spingeva. Ed ecco, a met\u00e0 salita, la rividero.<br \/>\n&#8211; Ma come ha fatto ad arrivare fin quass\u00f9, questa?<br \/>\nIn quel punto il percorso dello skilift fiancheggiava una specie di valletta,<br \/>\ndove un sentiero battuto s&#8217;inoltrava tra dune alte di neve e radi abeti<br \/>\nfrangiati di ricami di ghiaccio. La ragazza celeste-cielo veniva avanti con<br \/>\nquel suo passo esatto e quella spinta avanti delle mani guantate, strette<br \/>\nall&#8217;impugnatura dei bastoncini, senza affanno.<br \/>\n&#8211; Uuuh! &#8211; gridavano loro dello skilift salendo a gambe dure. &#8211; Quasi arriva<br \/>\nprima lei di noialtri!<br \/>\nLei aveva sulle labbra il suo sorriso gentile, e il ragazzo dagli occhiali<br \/>\nverdi rest\u00f2 confuso, e non os\u00f2 continuare con i lazzi, perch\u00e9 lei abbassava le<br \/>\nciglia e lui si sent\u00ec come cancellato.<br \/>\nAppena arrivato in cima, prese subito a buttarsi per la discesa, dietro il<br \/>\nragazzo grasso, tutti e due pesanti come sacchi di patate. Ma quello che lui<br \/>\ncercava, arrabattandosi per la pista, era di riavvistare la giacca a vento<br \/>\nceleste-cielo, e si slanci\u00f2 gi\u00f9 dritto, per farsi vedere coraggioso e nello<br \/>\nstesso tempo mascherare la sua malagrazia nel prendere le curve. &#8211; Pista!<br \/>\nPista! &#8211; gridava inutilmente perch\u00e9 anche il ragazzo grasso e tutti loro della<br \/>\ncomitiva stavano scendendo a rotta di collo gridando: &#8211; Pista! Pista! &#8211; e, uno<br \/>\na uno cascavano gi\u00f9 di sedere o di petto, e lui solo ancora tagliava l&#8217;aria<br \/>\npiegato in due sugli sci, finch\u00e9 la vide. La ragazza continuava a salire, fuori<br \/>\ndalla pista, nella neve fresca. Il ragazzo con gli occhiali verdi la sfior\u00f2<br \/>\npassando come una freccia, s&#8217;inchiod\u00f2 nella neve fresca, e ci scomparve<br \/>\ndentro a faccia avanti.<br \/>\nMa al fondo della discesa, a fiato mozzo, infarinato di neve dalla testa ai<br \/>\npiedi, d\u00e0i, era di nuovo l\u00e0 con tutti gli altri in coda per lo skilift, e poi di<br \/>\nnuovo su, d\u00e0i, fino in cima. Stavolta la incontr\u00f2 che stava scendendo anche<br \/>\nlei. Come andava? Per loro, campione era chi andava gi\u00f9 dritto come un<br \/>\npazzo. \u201cBeh, non \u00e8 poi quel gran campione, la bionda\u201d ebbe fretta di dire il<br \/>\ngrasso, con sollievo. La ragazza celeste-cielo se ne veniva gi\u00f9 bel bello,<br \/>\nprendendo i suoi zig-zag tutti precisi, ossia, fino all&#8217;ultimo non si capiva se<br \/>\nvolesse svoltare o cosa fare e tutt&#8217;a un tratto la vedevano che scendeva in<br \/>\ndirezione opposta a prima. Veniva gi\u00f9 prendendosela calma, si sarebbe<br \/>\ndetto, fermandosi ogni tanto, dritta sulle lunghe gambe, a studiare il<br \/>\npercorso; ma intanto, quelli del pullman non riuscivano a tenerle dietro.<br \/>\nFinch\u00e9 anche il grasso ammise: \u201cAltro che storie! Va da dio!\u201d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-5969\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><br \/>\nIl perch\u00e9 non l&#8217;avrebbero saputo spiegare, ma era questo che li teneva a<br \/>\nbocca aperta: tutti i movimenti le venivano i pi\u00f9 semplici e i pi\u00f9 adatti alla<br \/>\nsua persona, senza mai traboccare d&#8217;un centimetro, senza l&#8217;ombra di<br \/>\nturbamento o di sforzo, o di puntiglio a fare una cosa a tutti i costi, ma<br \/>\nfacendola cos\u00ec, naturalmente; e prendendo, a seconda di com&#8217;era lo stato<br \/>\ndella pista, anche certe movenze un po&#8217; incerte, come chi cammina in punta<br \/>\ndi piedi, che era tutta una sua maniera per superare le difficolt\u00e0 senza far<br \/>\ncapire se le prendeva s\u00ec o no sul serio; insomma non con l&#8217;aria sicura di chi<br \/>\nfa le cose come vanno fatte, ma con una punta di ritrosia, come stesse<br \/>\nprovando a fare il verso a qualcuno che scia bene e le capitasse sempre di<br \/>\nsciare meglio: questo era il modo in cui la ragazza celeste-cielo andava<br \/>\nsugli sci.<br \/>\nAllora, uno dopo l&#8217;altro, gi\u00f9, goffi, pesanti, strappando i \u201ccristiania\u201d,<br \/>\nforzando in \u201cslalom\u201d le \u201ccurve spazzaneve\u201d, quelli del pullman le si<br \/>\nbuttavano dietro, e cercavano di seguirla, di superarla, gridando,<br \/>\ncanzonandosi, ma tutto quel che facevano era un disordinato diroccare a<br \/>\nvalle, con scomposti movimenti delle spalle le braccia coi bastoni tenute<br \/>\navanti, gli sci che s&#8217;incrociavano, gli attacchi che saltavano via dagli<br \/>\nscarponi, e dappertutto dove loro passavano la neve s&#8217;apriva in buche di<br \/>\ncolpi di sedere, di fiancate, di tuffi a capofitto.<br \/>\nDa ogni caduta, appena alzavano la testa, con lo sguardo cercavano lei.<br \/>\nAttraversando la loro valanga, la ragazza celeste-cielo se ne veniva coi suoi<br \/>\nmovimenti leggeri, e le pieghe dritte dei pantaloni tesi appena s&#8217;angolavano<br \/>\nin un molleggio cadenzato, e il suo sorriso non si capiva se fosse di<br \/>\npartecipazione alle prodezze e ai contrattempi dei compagni di discesa o<br \/>\ninvece il segno che non li vedeva neppure.<br \/>\nIl sole intanto, invece di prendere pi\u00f9 forza avvicinandosi al mezzogiorno,<br \/>\ns&#8217;intirizziva tutto finch\u00e9 non spar\u00ec, come bevuto da una cartasuga. L&#8217;aria fu<br \/>\npiena di leggeri cristalli senza colore che, volavano obliqui. Era il<br \/>\nnevischio: non ci si vedeva di qui a l\u00ec. I ragazzi sciavano alla cieca,<br \/>\ngridando e chiamandosi, e tutti i momenti uscivano di pista e, d\u00e0i,<br \/>\ncadevano. L&#8217;aria e la neve adesso erano tutto lo stesso colore, bianco opaco,<br \/>\nma aguzzandoci dentro gli occhi, per poco che si facesse meno denso, ecco<br \/>\nscorgevano l&#8217;ombra celeste-cielo come sospesa l\u00e0 in mezzo, che volava in<br \/>\nqua e in l\u00e0 come su una corda di violino.<br \/>\nIl nevischio aveva disperso la coda allo skilift. Il ragazzo con gli occhiali<br \/>\nverdi si trov\u00f2 senza accorgersene vicino al casotto della stazione di<br \/>\npartenza. I compagni non si vedevano. La ragazza col cappuccio celeste-<br \/>\ncielo era gi\u00e0 l\u00ec. Aspettava l&#8217;\u00e0ncora, che adesso stava svoltando alla ruota. &#8211;<br \/>\nPresto! &#8211; grid\u00f2 l&#8217;uomo dello skilift verso di lui, afferrando a volo l&#8217;\u00e0ncora e<br \/>\ntrattenendola perch\u00e9 la ragazza non partisse sola. Arrancando a spina di<br \/>\npesce, riusc\u00ec ad affiancarsi alla ragazza appena in tempo per partire con lei,<br \/>\nquasi facendola cadere come si abbranc\u00f2 al legno. Lei tenne l&#8217;equilibrio<br \/>\nanche per lui, finch\u00e9 non gli riusc\u00ec di mettersi su bene, farfugliando<br \/>\nrecriminazioni, cui rispose una sommessa risata di lei come un glu-glu di<br \/>\ngallina faraona, soffocata dalla giacca a vento tirata su fin sopra la bocca.<br \/>\nOra il cappuccio celeste-cielo, come un elmo d&#8217;armatura, le lasciava<br \/>\nscoperto solo il naso, che aveva un po&#8217; aquilino, gli occhi, qualche ricciolo<br \/>\nsulla fronte, e i pomelli delle gote. Cos\u00ec la vedeva, di profilo, il ragazzo<br \/>\ndagli occhiali verdi, e non sapeva se essere felice a trovarsi con lei sulla<br \/>\nstessa \u00e0ncora di skilift, o vergognarsi d&#8217;esser l\u00ec tutto imbrattato di neve, coi<br \/>\ncapelli sulle tempie, la camicia che gli sbuffava fuori tra il maglione e la<br \/>\ncintura, e che lui per non sbilanciarsi muovendo le braccia non osava<br \/>\nricacciare a posto, e un po&#8217; sbirciava lei un po&#8217; stava attento alla posizione<br \/>\ndegli sci che non uscissero fuori dal battuto nei momenti di trazione troppo<br \/>\nlenta o troppo tesa, ed era sempre lei a salvare l&#8217;equilibrio, ridendo il suo<br \/>\nglu-glu di faraona, mentre lui non sapeva cosa dire.<br \/>\nDi nevicare aveva smesso. Ora anche l&#8217;aria nebbiosa si squarci\u00f2 e nello<br \/>\nsquarcio apparve un cielo finalmente azzurro e il sole splendente e le<br \/>\nmontagne nitide ghiacciate una per una, solo qua e l\u00e0 piumate sulla cresta<br \/>\ndai soffici brandelli della nuvola di neve. La ragazza incappucciata<br \/>\nriaffacci\u00f2 la bocca e il mento.<br \/>\n&#8211; Ritorna bello, &#8211; fece, &#8211; io lo dicevo.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, &#8211; disse il ragazzo dagli occhiali verdi, &#8211; bello. Poi la neve \u00e8 buona.<br \/>\n&#8211; Un po&#8217; molle.<br \/>\n&#8211; Oh, gi\u00e0.<br \/>\n&#8211; Ma a me cos\u00ec piace, &#8211; lei disse, &#8211; e anche la discesa nella nebbia \u00e8 mica<br \/>\nmale.<br \/>\n&#8211; Finch\u00e9 si sa la pista&#8230; &#8211; disse lui.<br \/>\n&#8211; No, cos\u00ec, &#8211; disse lei, &#8211; indovinandola.<br \/>\n&#8211; Io l&#8217;ho gi\u00e0 fatta tre volte, &#8211; disse il ragazzo.<br \/>\n&#8211; Bravo. Io una sola, ma sono andata su senza skilift.<br \/>\n&#8211; L&#8217;ho vista. Aveva messo le pelli di foca.<br \/>\n&#8211; S\u00ec. Ora che c&#8217;\u00e8 il sole vado fin sul colle.<br \/>\n&#8211; Sul colle dove?<br \/>\n&#8211; Pi\u00f9 in su di dove arriva lo skilift. Fin sulla cresta.<br \/>\n&#8211; E cosa c&#8217;\u00e8 lass\u00f9?<br \/>\n&#8211; Si vede il ghiacciaio che sembra di toccarlo. Poi le lepri bianche.<br \/>\n&#8211; Le cosa?<br \/>\n&#8211; Le lepri. A quest&#8217;altezza le lepri d&#8217;inverno mettono il pelo bianco. Anche<br \/>\nle pernici.<br \/>\n&#8211; Ci sono l\u00ec?<br \/>\n&#8211; Pernici bianche. Con le penne tutte bianchissime. D&#8217;estate invece hanno<br \/>\nle penne caffelatte. Lei di dov&#8217;\u00e8?<br \/>\n&#8211; Italiano.<br \/>\n&#8211; Io sono svizzera.<br \/>\nErano arrivati. Al termine s&#8217;erano staccati dallo skilift, lui malamente, lei<br \/>\naccompagnando con la mano l&#8217;\u00e0ncora per tutto il giro. Lei si tolse gli sci, li<br \/>\nmise ritti, dalla borsetta che portava alla cintola tir\u00f2 fuori le pelli di foca e le<br \/>\nleg\u00f2 sotto gli sci. Lui la stava a guardare, strofinandosi le dita gelate nei<br \/>\nguantoni. Poi, quando lei prese a salire, le and\u00f2 dietro.<br \/>\nLa salita dallo skilift alla cima del colle era dura.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20150528103811.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5972\" src=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20150528103811-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20150528103811-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20150528103811-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20150528103811-1024x682.jpg 1024w, http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20150528103811.jpg 1400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nIl ragazzo con gli occhiali verdi ci dava dentro un po&#8217; a spina di pesce, un<br \/>\npo&#8217; a gradini, un po&#8217; arrancando avanti e riscivolando indietro, tenendosi ai<br \/>\nbastoni come uno sciancato alle stampelle. E lei era gi\u00e0 lass\u00f9 che lui ormai<br \/>\nnon la vedeva.<br \/>\nArriv\u00f2 al colle sudato, a lingua fuori, mezzo accecato dallo sfavill\u00edo che si<br \/>\nirradiava tutt&#8217;intorno. L\u00e0 cominciava il mondo del ghiaccio. La ragazza<br \/>\nbionda s&#8217;era tolta la giacca a vento celeste-cielo e la portava annodata alla<br \/>\nvita. Anche lei s&#8217;era messa un paio di occhialoni.<br \/>\n&#8211; L\u00e0! Ha visto? Ha visto?<br \/>\n&#8211; Cosa c&#8217;\u00e8? &#8211; faceva lui stordito. Era saltata una lepre bianca? Una pernice?<br \/>\n&#8211; Ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, &#8211; lei disse<br \/>\nGi\u00f9 sopra la valle svolazzavano i soliti uccelli neri gracchianti dei duemila<br \/>\nmetri. Era venuto fuori un limpidissimo mezzogiorno e da lass\u00f9 lo sguardo<br \/>\nabbracciava le piste, i campi affollati di sciatori, di bambini con le slitte, la<br \/>\nstazione dello skilift con la coda che s&#8217;era subito riformata, l&#8217;albergo, i<br \/>\npullman fermi, la strada che entrava e usciva dal nero bosco d&#8217;abeti.<br \/>\nLa ragazza s&#8217;era gi\u00e0 slanciata per la discesa e andava e andava con i suoi<br \/>\ntranquilli zig-zag, ora era gi\u00e0 dove le piste erano pi\u00f9 battute dagli sciatori,<br \/>\nma in mezzo a tutto lo sfrecciare di sagome confuse e intercambiabili la sua<br \/>\nfigura appena disegnata come un&#8217;oscillante parentesi non si perdeva, restava<br \/>\nl&#8217;unica che si potesse seguire e distinguere, sottratta al caso e al disordine.<br \/>\nL&#8217;aria era cos\u00ec nitida che il ragazzo dagli occhiali verdi indovinava sulla<br \/>\nneve il reticolo fitto delle orme di sci, dritte ed oblique, delle strisciate, delle<br \/>\ngobbe, delle buche, delle pestate di racchetta, e gli pareva che l\u00e0<br \/>\nnell&#8217;informe pasticcio della vita fosse nascosta la linea segreta, l&#8217;armonia,<br \/>\nsolamente rintracciabile alla ragazza celeste-cielo, e questo fosse il miracolo<br \/>\ndi lei, di scegliere a ogni istante nel caos dei mille movimenti possibili<br \/>\nquello e quello solo che era giusto e limpido e lieve e necessario, quel gesto<br \/>\ne quello solo, tra mille gesti perduti, che contasse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allo skilift c&#8217;era la coda. 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