{"id":5027,"date":"2017-02-20T07:29:55","date_gmt":"2017-02-20T06:29:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=5027"},"modified":"2017-02-20T07:29:55","modified_gmt":"2017-02-20T06:29:55","slug":"leggere-lo-sci-consigli-di-gianluca-trivero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sciatoridepoca.it\/?p=5027","title":{"rendered":"Leggere lo sci&#8230;consigli di Gianluca Trivero"},"content":{"rendered":"<p>Tracciare un possibile elenco dei libri che hanno come ispirazione lo sci \u00e8 pressoch\u00e8 impossibile. Qui provo a dare il via &#8211; con una manciata di titoli &#8211; a quella che pu\u00f2 essere una lista infinita di storie che ognuno di Voi pu\u00f2 ampliare. La scelta \u00e8 soggettiva, sono testi che in modo eterogeneo hanno rispecchiato la mia passione per lo sci, la montagna, il \u201clasciarsi andare\u201d giocando con la gravit\u00e0 ,verso valli dove confluiscono sentimenti ed emozioni che non possono svanire, come nevi perenni.<\/p>\n<p><strong>La Montagna Incantata di Thomas Mann<\/strong><br \/>\nIl giovane Johan Castorp all\u2019inizio del Novecento trascorre una lunga degenza in un sanatorio di Davos. Un\u2019esperienza che plasmer\u00e0 il suo spirito, dandogli Amore, esperienza e sconfitte. Scoprir\u00e0 la vertigine dello sci come evasione dalla propria condizione psicologica e fisica, fuga nel misticismo bianco, nel brivido dell\u2019incoscienza.<br \/>\n\u201cQuel mondo, nel suo silenzio immenso, non aveva nulla di attraente, accoglieva il visitatore a suo rischio e pericolo, anzi non lo accoglieva, sopportava soltanto la sua intrusione, la sua presenza; da esso emanavano forze elementari quietamente minacciose , non gi\u00e0 ostili, ma piuttosto mortali in semplice indifferenza(\u2026) Giovanni Castorp, coperto del panciotto di pelo di cammello, con le gambe ravvolte nelle fasce, sui suoi sci di lusso, si riteneva molto ardito quando se ne stava l\u00e0 ad ascoltare intento la quiete primordiale di quel paesaggio mortalmente silenzioso\u201d Raccontando l&#8217;attivit\u00e0 sciatoria del protagonista Mann traccia forse per primo i confini dello spazio rappresentativo dello sci, che &#8211; come una recita &#8211; richiede travestimento, oggetti, esibizionismo, ruoli e cerimoniali precisi. Arrivando a \u201cperdersi\u201d nella neve Castorp trova sciando quello che vivranno un giorno milioni di praticanti: l&#8217;ebbrezza, il gusto dell&#8217;apprendimento, il perfezionarsi del proprio virtuosismo. Egli non guida tanto lo sci, \u00e8 la discesa che si fa sciata nella sua interiorit\u00e0. E\u2019 la prima fase dello sci, che precede l\u2019avvento degli impianti di risalita, il periodo in cui la discesa si conquista al termine di un percorso di crescita non solo altimetrica ma spirituale.<\/p>\n<p><strong>\u201cNeve tra due paesi\u201d da I 49 Racconti di Ernest Hemingway<\/strong><br \/>\nHemingway, alla met\u00e0 degli anni venti, soggiorn\u00f2 nella piccola valle del Vorarlberg, intorno al gruppo del Silvretta. La vita era poco costosa, la neve moltissima e le faticose risalite compensate da discese mozzafiato come ricorda in \u201cLe nevi del Chilimangiaro\u201d rievoca i suoi inverni nel Vorarlberg.\u201cL\u00e0 che correvano la grande volata, gi\u00f9 per il ghiacciaio sopra la Madlener Haus, la neve soffice come una torta a guardarla, gelata e leggera come polvere, egli ricordava la scia silenziosa della velocit\u00e0 quando si piombava gi\u00f9 come uccelli\u201d. E\u2019 per\u00f2 in un altro dei \u201c49 racconti\u201d che lo scrittore americano &#8211; oltre a ricordarci la compresenza epocale di telemark e cristiania &#8211; ci regala una delle pi\u00f9 memorabili descrizioni di una giornata di sci del periodo, tra due amici che, saliti con una funicolare, vivono l\u2019ebbrezza della discesa, il piacere del dialogo, l\u2019ostentazione della propria perizia, il desiderio di programmare future discese a sottolineatura l\u2019emozione condivisa. \u201c Gli sci cominciarono a scivolare ed egli si lascio andare, sibilando tra la polvere di neve cristallina, sollevandosi e calando improvviso mentre scendeva la pista ondulata (\u2026) Guard\u00f2 su. George stava scendendo in posizione di telemark, con le ginocchia piegate; una gamba piegata avanti, l\u2019altra come guida; le racchette penzolanti, come gambe sottili d\u2019insetti, sollevavano sbuffi di neve quando toccavano la superficie bianca; infine l\u2019intera figura curva sulle ginocchia esegu\u00ec una bellissima curva a destra, porando avanti e indietro le gambe, poggiando dall\u2019altra parte il peso, mentre le racchette precisavano la traiettoria della curva come punti di luce, il tutto in una selvaggia nuvola di neve. \u2013 Avevo paura a fare il cristiania- George disse- la neve \u00e8 troppo fonda. Tu l\u2019hai fatto una bellezza-.-Non posso fare il telemark con questa gamba- disse Nick.[\u2026]- Magari non andremo a sciare pi\u00f9, Nick- disse George.- Dobbiamo- disse Nick \u2013 Che gusto c\u2019\u00e8 se uno non scia?- Bene, allora andremo-George disse.-Dobbiamo-Nick acconsent\u00ec.\u201d<\/p>\n<p><strong>\u201cAmicizia\u201d da Sillabario n\u00b01 di Goffredo Parise<\/strong><br \/>\nIn Italia i primi anni sessanta sono stati il momento culminante di questo sport come fenomeno di massa E\u2019 l&#8217;epoca in cui Goffredo Parise ambienta quello che a personale giudizio resta forse il miglior racconto sullo spirito della discesa, sul suo \u201csenso\u201d legato all&#8217;abbandono, a un&#8217;esaltazione sentimentale della velocit\u00e0 che diventa comunicazione; &#8220;&#8230;la velocit\u00e0 divenne alta perch\u00e9 gli sci affondavano nella neve fresca dando sicurezza e il sole illuminava tutti in viso in modo cos\u00ec forte che ognuno prov\u00f2 il sentimento di questa bellezza. (\u2026) Gioia disse sottovoce a Mario che scendeva al suo fianco: &#8211; Come \u00e8 bello vero Mario? &#8211; e Mario prov\u00f2 per questa frase a lui diretta un attimo di riconoscenza che lei aveva previsto; Silvia si rannicchio &#8220;a uovo&#8221; per acquistare velocit\u00e0 (questioni di resistenza all&#8217;aria) e cos\u00ec facendo sorrise a se stessa con molto affetto e ironia(\u2026) solo Dabcevich, altissimo e stralunato, commise un eccesso slavo, o austriaco, o russo, grid\u00f2: &#8211; Sublime, sublime! &#8211; con cui si conquist\u00f2 per sempre la simpatia di tutti, poi \u201csublime\u201d si perdette nelle grandi arie dei monti e non si ud\u00ec pi\u00f9 nulla. Insomma erano tutti molto felici, in modo cos\u00ec bello da attribuire la ragione di questo sentimento non soltanto alle montagne color rosa, alla neve e al sole ma soprattutto ai propri simili che in quel momento\u201d. C\u2019\u00e8 la bellezza dello sci come magia condivisa con amici con cui misurarsi e osservarsi. La discesa come evento epicureo, ma anche invito esplicito all&#8217;astrazione, come veicolo per quel misto di \u201csgomento e piacere\u201d che porta all&#8217;esperienza estetica del Sublime.<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019Avventura di uno sciatore\u201d da Gli amori difficili di Italo Calvino<\/strong><br \/>\nUn racconto nel quale Calvino descrive con magistrale ironia e realismo, in una grigia giornata di vento e nevischio, i rituali di un gruppo di giovanotti che si affollano allo skilift, si tuffano un po\u2019 inesperti nel bianco e osservano chi evoluisce al loro fianco, specie se di particolare fascino muliebre, facendo improbabili confronti e riflessioni. Guardare ed essere guardati diventa cos\u00ec non un&#8217;opzione ma una delle motivazioni che spingono all&#8217;azione ed al coinvolgimento emozionale: \u201c- Beh, non \u00e8 poi quel gran campione, la bionda- ebbe fretta di dire il grasso, con sollievo.(&#8230;) ma intanto, quelli del pullman non riuscivano a tenerle dietro. Finch\u00e9 anche il grasso ammise: &#8211; Altro che storie! Va da dio! &#8211; Il perch\u00e9 non l&#8217;avrebbero saputo spiegare, ma era questo che li teneva a bocca aperta: tutti i movimenti le venivano i pi\u00f9 semplici e i pi\u00f9 adatti alla sua persona, senza mai traboccare di un centimetro, senza l&#8217;ombra di turbamento o di sforzo, o di puntiglio a fare una cosa a tutti i costi, ma facendola cos\u00ec, naturalmente; (&#8230;) questo era il modo in cui la ragazza celeste-cielo andava sugli sci-\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cime Misteriose di Fergus Fleming<\/strong><br \/>\nGli inglesi, battuto Napoleone, si scoprirono dominatori del mondo e l\u2019esplorazione dei suoi luoghi ancora ignoti divenne il segno tangibile di un dominio politico e tecnico, e la sua variante di massa, il turismo, il segno di un\u2019egemonia culturale e di stile che aveva nelle Alpi una delle mete privilegiate. Con tipico e colto humour anglosassone Fergus Fleming racconta questo e altro nel suo variegato saggio sulla grande avventura della conquista delle Alpi. Che ci regala anche la descrizione di quello che \u00e8 una sorta di protoantenato dello sci.<br \/>\nMentre nell\u2019arco di un secolo a partire da fine \u2018700, gli scalatori raggiungevano tutte le vette, nessuno pensava ancora a scenderne scivolando su assi di legno. Anche se alcuni montanari, da molto tempo, usavano buttarsi slittando sulle scarpe e usando il bastone cone un timone d\u2019appoggio sulla neve. Narra l\u2019autore che nel 1827 le guide del Bianco adottavano un sistema per scendere rapidamente verso il basso dopo la scalata con due inglesi che &#8211; pur non essendo sci &#8211; ne appare come una rudimentale premonizione: \u201cinvece di scendere con attenzione lungo il pendio scivolavano sui loro bastoni alpini. Questo intelligente trucco consisteva nell\u2019appoggiarsi sul bastone e derapare con i piedi in avanti nella neve, frenando e guidandosi con i talloni(\u2026)In questa maniera discesero a una velocit\u00e0 incredibile, coprendo uno spazio di duecento metri alla volta\u201d. A un certo punto, la guida che portava dietro di s\u00e9 un inglese a cavalcioni del bastone fren\u00f2 troppo repentinamente: i due volarono in aria rotolando fino in fondo al declivio. \u201cIl britannico sput\u00f2 neve e afferm\u00f2 che l\u2019incidente (retrospettivamente) era stato piuttosto divertente.\u201d.<br \/>\nDivertimento. L\u2019irruzione dello sci nelle Alpi trover\u00e0 proprio in questa parola l\u2019estrema sintesi del suo sviluppo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tracciare un possibile elenco dei libri che hanno come ispirazione lo sci \u00e8 pressoch\u00e8 impossibile. 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